venerdì 7 novembre 2008

Opposizione e illusionismo


Vincenzo D'Onofrio nel suo articolo illustra gli effetti delle manifestazioni dei giorni passati


Stiamo assistendo ad un periodo di particolare fervore politico. Le manifestazioni si susseguono tra proteste per la Riforma Gelmini e quelle contro l'operato del governo. L'opposizione mai come in questi giorni sembra presente anche se deve molto "all'onda anomala" di studenti che si è ritrovata a cavalcare, probabilmente, nemmeno a pieno titolo e a quello che succede dall'altra parte dell'oceano. Quello che è chiaro è il dissenso di buona parte della società da alcuni provvedimenti di questo governo e il rischio per il medesimo di far entrare, nel pentolone mediatico, altri argomenti che riteneva al sicuro da critiche. Nei giorni passati la notizia che il chiacchieratissimo "salva manager, che aveva indignato l'opinione pubblica (incredibile!!!) e portato Tremonti a minacciare le sue dimissioni, è rientrato, tra il silenzio della maggioranza, in un altro decreto legge. Le contestazioni di questi giorni rischiano di far aprire gli occhi a troppa gente e il fastidio della maggioranza è palese: i fatti di piazza Navona e le accuse ai membri dei centri sociali, il premier che definisce "facinorosi" gli studenti che hanno manifestato e manifesteranno contro il decreto Gelmini (in realtà la protesta, tranne poche eccezioni, è stata pacifica e condivisa tra studenti di entrambe le fazioni), le accuse alla sinistra di "plagiare" milioni di persone grazie soprattutto alla stampa (!!!). Queste parole, per lo più inaccettabili, fino a poche settimane fa sarebbero risultate attendibili. Berlusconi che afferma di essere vittima di un complotto mediatico, in Italia, può essere creduto. In una trasmissione televisiva, in passato, affermò che la sinistra deteneva il potere sui giornali, sulle università, sulle scuole superiori(!) e sulle televisioni(!!!). Il problema è che una buona parte degli Italiani hanno creduto alle sue parole o sono capaci di crederci. Che sia questo il potere mediatico? Sconvolgere la realtà tanto da far credere al cittadino il contrario di ciò che succede? E come potrà difendersi questa nazione dai suoi guai se il suo popolo questi guai non li vede o li crede risolti? Ieri la terribile gaffe sull'abbronzatura di Barack Obama ha "colpito" i giornali di tutto il mondo, in Italia è stata l'ennessima battuta innocente del gioviale Silvio. Il dubbio resta e per questo le manifestazioni diventano un mezzo necessario per schiaffeggiare l'addormentata opinione pubblica nazionale. Un'opinione pubblica che sembra sempre di più il popolo di quella favola dove c'era un re nudo che sfilava per le strade convinto di essere coperto da un meraviglioso vestito e con lui tutto il popolo. Il problema è che in Italia se qualche bambino si azzarda a gridare: "Guardate, il re è nudo" rischia di essere deriso e di essere invitato a rivestirsi e a non girare in mutande

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