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lunedì 23 gennaio 2012

Comunisti al potere, lo sapevi?





Io, più o meno, so da dove arriva Monti. Sarà pure un tecnico ma la sua provenienza ideologica è conosciuta. Parliamoci chiaro, all'inizio della sua avventura politica non mi stava affatto simpatico (non che adesso mi faccia impazzire) ma ero consapevole della disperata situazione che era chiamato a risolvere. Situazione che, magicamente, la maggior parte della gente si è dimenticata. Siamo stati vicini se non vicinissimi al disastro (il pericolo non è stato del tutto evitato), abbiamo rischiato di fare come gli argentini, già ci vedevamo a rincorrere i camion di carne. Bene, che è successo ora? Perchè ci si riferisce a Monti come ad un uomo che vuole distruggere la nazione opprimendo di tasse i suoi cittadini? Ci stiamo comportando come se non avessimo mai avuto problemi. Possiamo discutere sul modo (ad esempio già troppe volte l'articolo 18 non è stato definito un tabù, cosa che spaventa visto che non c'entra niente con la crisi) ma viene messa in discussione la legittimità stessa. Vi siete chiesti perchè? Be, io ho notato che chi ha contribuito ai nostri guai con politiche scellerate e a favore di aziende e vicende giudiziarie di un solo individuo, si sia affrettato a mostrarsi sorridente e vicino al cittadino tartassato da questo ingiusto salasso. Ah che bello! Naturalmente, con i media che ci ritroviamo, nessuno ha fatto notare che la situazione drammatica che siamo chiamati a sopportare per numerosi anni è in parte colpa loro. Avrebbero potuto fare manovre di contenimento già dal 2008 ma con che faccia avrebbero potuto esporre il sorriso al botulino dell'ex premier? Come si sarebbero potuti riaffacciare alle elezioni con i loro motti tipo "zero tasse"?  Il mistero permane. La politica inesistente degli ultimi anni non ha autori. Il governo Berlusconi ha realizzato meraviglie rendendo l'Italia un paese moderno e competitivo. Lo so, l'ultima frase fa ridere ma voi la sentirete dire e in molti ci crederanno. Per questo motivo dobbiamo sopportare i cartelli dei tassisti che affermano che questo governo è formato da comunisti. Fantastico, davvero fantastico. Poteri mediatici italiani. La storia continua.

mercoledì 25 maggio 2011

Qualcosa di sinistra? Bastano le palle, grazie


Ho appena sentito su Omnibus il leghista Garavaglia fare un affermazione affascinante: sostiene che con la vittoria dei vendoliani diminuirebbero gli investitori stranieri e in poco tempo arriveremo alla situazione della Grecia perchè sono una forza politica che "rema contro". Potremmo farci una risata su questa frase ma io, invece, mi faccio una domanda. In studio c'era Gentiloni del Pd. Perchè non è intervenuto? Bastava un po' di eleganza, una frase detta con il sorriso. Si poteva far notare che le due tragedie prospettate rischiano di realizzarsi perché pensiamo a fare leggi per il capo invece che le riforme, perchè questo governo ha governato male e perchè un ministro della repubblica comunica con il governatore della regione Lombardia con le pernacchie. Perchè non ha detto nulla? Nessuno dice che sia necessario scendere a quell'infimo livello politico, intellettuale ed umano ma almeno le palle per denigrare un idiota. Diamine. Il problema dei continui schiaffoni presi dai leader della sinistra si risolverebbe  con un po' di personalità e di carisma. Sentiamo clamorosamente la mancanza di queste caratteristiche. Con questa destra allo sfascio garantirebbero una vittoria facile in ogni elezione. Soprattutto però è necessario tenere sempre gli occhi aperti sugli insuccessi e sulle mancanze del pdl e del governo ma manca l'autorevolezza per sostenere una politica forte ed alternativa al berlusconismo. Per questo dobbiamo fare un plauso a Pisapia che si sta muovendo in questa giungla di oscene malignità con leggerezza e classe. Gentiloni dovrebbe prendere spunto. Se vuole gli passiamo noi gli appunti.

Vincenzo D'Onofrio

sabato 21 maggio 2011

Final Cut



Tagliati. Standard & Poor's prende un provvedimento che solo gli stati in crisi hanno subito. Personalmente non amo queste società di rating ma bisogna prendere atto dei loro pareri. Sicuramente l'economia italiana non da fiducia agli investitori stranieri nonostante la difesa di Tremonti e Berlusconi. Avevamo già scritto dell'attenzione che tutti noi dovremmo porre sui dati economici. Le cose vanno male. Questo è il motivo delle pessime prestazioni della destra in queste elezioni. Nessuno lo dice. I pochi spiccioli nelle tasche degli italiani sono spariti. Berlusconi può dire che la colpa è della sinistra o dei giudici ma ormai nessuno lo crede. E' necessario un cambiamento. Intorno all'Italia stanno cambiando tante cose. Guardiamo con fiducia  alla Spagna dove gli "indignados" stanno protestando per dati economici non molto lontano dai nostri. Noi forse possiamo evitare la piazza. Il 12 e 13 giugno il referendum rischia di dare un colpo drammatico al governo. Abbiamo bisogno di consapevolezza. Se apriamo gli occhi l'Italia avrà qualche speranza. Per ora possiamo aiutare il cambiamento andando a votare. In futuro vedremo cosa sarà necessario fare.

mercoledì 18 maggio 2011

Estremisti a chi?!



Il post elezioni pre ballottaggio ci fornisce già qualche aspetto interessante sulle strategie politiche. La destra, vedendosi indietro nell'intoccabile Milano, ha messo in gioco le armi pesanti ovvero attaccare Pisapia sul personale e sminuendo gli insuccessi elettorali appena consumati. Ora sappiamo che l'avvocato milanese è un pericoloso sovversivo rosso, drogato, amico dei rivoltosi ed eversivi membri dei centri sociali,  spacciatore nei giardinetti che porta personalmente alla perdizione i giovani rampolli della milano da bere. I toni sono drammatici. Non vi illudete, sentiremo di peggio. Se vince Pisapia l'islam diverrà religione di stato, chiederanno l'annessione alla Turchia, tutte le donne incinta saranno costrette ad abortire, tutti gli uomini si dovranno sposare con altri uomini e ogni bambino dovrà iniziare a fare uso di eroina raggiunti i sette anni di età. Sto esagerando? Be, direi che la realtà non è così lontana e i toni faranno la differenza. C'è chi accusa la santanché, che per inciso oggi si definisce moderata (lei???), di aver dato un'impronta sbagliata a queste elezioni. Io aggiungo che il vero artefice è Berlusconi e che ora, in queste due settimane, sarà peggio. Solo con la paura potranno vincere e questo significa nuove menzogne con cui sommergere l'avversario per richiamare all'ordine la base che un po' per protesta e un po' per gli incontestabili insuccessi della destra non hanno aiutato il pdl e la lega in questa battaglia. Su Pisapia solo una cosa è vera: è di sinistra, ma senza altre parole accanto. Gli estremisti sono gli altri. Coloro che hanno nel partito chi effettua i saluti romani con buona pace della costituzione, coloro che hanno gente dal passato nero come le tenebre e qualcuno di questi è addirittura al governo, coloro che a Napoli fanno gestire la politica da camorristi di primo ordine. Chi sono, quindi, gli estremisti? Saprete la risposta ascoltando i toni, le menzogne dette quando l'avversario non può rispondere, le offese agli avversari rei di non essere allineati al berlusconismo. Non ci sono altri estremisti in Italia. Gli estremisti sono loro.

lunedì 16 maggio 2011

E che è successo?!



I dati delle amministrative hanno qualcosa di clamoroso. Siamo difronte alla miglior prestazione della sinistra di questo secolo (detta così descrive meglio la portata del successo). E' una grande vittoria per il Pd, forse la prima in assoluto, che vede addirittura il Pdl dietro a Milano (sogno o son desto?), una vittoria per Sel che vede il suo uomo, Pisapia, realizzare un risultato storico e una vittoria per l'Idv che a Napoli vede De Magistris andare al ballottaggio e rischia seriamente di vincere, Torino e Bologna decidono il sindaco al primo turno. Insomma, la destra non ha nessuna vittoria eclatante. La sconfitta è sonora ed evidente. Inoltre, il peso politico dato dallo stesso Berlusconi, peggiora ulteriormente questo risultato. Questa tornata elettorale è una sconfitta per il premier. Non eravamo abituati a fare commenti del genere ma quando i dati economici pesano cosi tanto sulle spalle della gente le menzogne mediatiche ben amministrate dalla macchina del fango berlusconiana si perdono nel buio. Il giochetto di dare la colpa alla sinistra non ha funzionato e permettetemi di sottolineare come questo fosse impossibile visto che da tempo l'altra parte politica è lontana dalla stanza dei bottoni. I ritardi di questa nazione portano una firma chiara e quel nome gli elettori lo hanno letto e hanno dato un segnale importante. Il pdl paga l'aver lavorato per il singolo e non per la comunità. speriamo che questo effetto duri a lungo. Per sicurezza, spegnete la tv. godiamoci in silenzio questa presa di coscienza.

Vincenzo D'Onofrio

mercoledì 11 maggio 2011

Far abituare il popolo



Nel post precedente abbiamo parlato di tensione. Oggi vogliamo approfondire fermandoci però sulle parole di Berlusconi. Sappiamo tutti quanto valore hanno le sue dichiarazioni e l'incredibile capacità nell'affermare qualcosa e smentirsi subito dopo. La situazione però è molto peggiorata con il tempo. Ma sul banco degli imputati chiamo anche l'opinione pubblica, rea di aver troppo spesso accettato incomprensibili fandonie, metodi volgari e incivili e soprattutto menzogne spudorate. In pochi giorni abbiamo sentito di nuovo tutto il repertorio sui magistrati e abbiamo potuto godere di nuove esilaranti affermazioni: il problema della monnezza di Napoli è colpa  dei giudici. Questa frase va a braccetto con quella dell'altro giorno sulle macerie a L'Aquila. Silvio è l'unico al mondo che vede seri risultati positivi in queste due città e i "piccoli" problemi che permangono sono colpa di altri. Il problema è che la gestione mediatica che ha le spalle gli permette di non far sapere che la situazione è gravissima in entrambe le città. Poco o niente è stato fatto e mentre al governo Prodi non fu perdonato nulla, anche colpe che probabilmente non aveva, Berlusconi continua a vivere in uno stato di innocenza perenne. Può addirittura dichiarare di non aver messo mani nelle tasche degli italiani quando invece sappiamo tutti che la pressione fiscale è aumentata in maniera considerevole. Inoltre in Italia non è mai all'ordine del giorno la parola lavoro. Il lavoro che è stato drammaticamente mortificato da questo governo. Molti dimenticano che è opera del precedente governo Berlusconi la nascita del termine "precario". Non solo quindi abbiamo la disoccupazione giovanile e generale a livelli record (e in pochi ricordano la "inoccupazione", gravissimo problema in Italia) ma molti di quelli che hanno un lavoro sono in situazioni precarie e quindi un'intera generazione non può costruirsi un futuro. E' opinione nostra quella che le vicende giudiziarie di Berlusconi siano un arma efficace per nascondere i drammatici insuccessi della sua gestione. Il governo di famiglia ha lavorato nell'interesse di un singolo e i danni si fanno sentire. Quando inizieremo a pensare ai nostri diritti e quindi  a dare giustamente le colpe di questa gestione orribile a chi di dovere? Certo, finché le operazioni mediatiche del premier copriranno dati, sminuiranno volgarità e immorali condotte e permetteranno qualsiasi legge ad personam senza che alcuno obietti alcunché la situazione non sarà delle più rosee. Vedevo ieri una scena del film "I cento passi".  Una frase di quel film è ideale per concludere questo post: Noi ci dobbiamo ribellare, prima di abituarci alle loro facce. PRIMA DI NON ACCORGERCI PIU' DI NIENTE!!!!

Vincenzo D'Onofrio

martedì 10 maggio 2011

Tanta voglia di manganello


Che dal Pdl escano fuori veri e propri fuoriclasse della tensione è risaputo ma nell'ultimo periodo abbiamo assistito a vere lezioni di stile. Dopo i cartelli fuori della procura di Milano con su scritto "Fuori le Br dalle procure" e qualche affermazione della "evergreen" Santanchè su cancri e metastasi varie vi segnaliamo i metodi utilizzati dal Pdl per gestire i contestatori. Al palasharp di Milano Berlusconi chiede alle guardie "di occuparsi" di un uomo che stava esprimendo il suo dissenso. Senza farselo ripetere le guardie hanno preso il contestatore picchiandolo e trascinandolo di forza per terra. Il tutto è documentato dalle immagini. Ieri un'altra persona che contestava fuori dalla procura di Milano è stato portato via con forza via da due gorilla nonostante fosse inseguito dai giornalisti per delle domande. Naturalmente i fan di Silvio erano tranquilli a sbandierare le loro bandiere e nessuno ha avuto da ridire.
Ora due riflessioni:
1) Perchè le televisioni non ne hanno parlato?
2) Quanto manca ancora per ristabilire in Italia l'uso del manganello di squadristica memoria?
Per usare le parole di Peppino Impastato, di cui ieri si celebrava il 33esimo anniversario della sua morte, l'errore imperdonabile per questo paese sarebbe abituarsi a queste vicende. Noi ci dobbiamo ribellare. Preghiamo insistentemente affinché questo paese si risvegli da questo sonno civile.

Vincenzo D'Onofrio

mercoledì 27 aprile 2011

Ma che grande Statista!



Se silvietto nostro fosse stato il premier di un altro stato europeo in giorno solo si sarebbe giocato tutto: creidibilità, elettorato, dignità. Naturalmente in Italia è in una botte di ferro protetto dai direttoroni dei tg e delle testate di famiglia e dal menefreghismo autolesionistico del popolo italico. In poche ore Berlusconi ha annunciato che anche l?italia bombarderà la Libia passando in pochi mesi da amicone di Gheddafi (posizione molto criticata dalle altre nazione e difesa dai "lungimiranti" giornalisti di destra della nazione) a braccio armato di Usa e Francia, che attaccano non certo per aiutare gli insorti ma perchè ingolositi dai pozzi di petrolio che noi, come sempre, guarderemo con il binocolo. Come sempre per noi, appecoronati davanti alle potenze mondiali. Su questo, diciamo, sono d'accordo (che Dio mi perdoni) con Bossi. Per l'ennesima volta dimostriamo di avere un governo che non ha alcun credito tra i grandi del mondo. siamo l'ultima ruota del carro, costretta ad abbassare il capo ogni volta che gli altri decidono su punti cruciali della politica mondiale. Complimenti. L'altra genialata di silvietto è quella di rivelare senza vergogna che la legge sul nucleare è solo rinviata per evitare il referendum. In un altra nazione l'opinione pubblica avrebbe chiesto  la testa, al netto dei capelli fasulli, del premier. Qui in Italia siamo di fronte ad una qualunque mossa politica come tante altre. Infatti abbiamo visto sfregi peggiori alla nostra costituzione. Ma vogliamo davvero permette che possa fare qualunque cosa, in barba ad ogni tipo di regola?
V.D.

martedì 26 aprile 2011

Referendum inutili e servilismo



Berlusconi è uscito allo scoperto, annunciando che il nucleare è solamente rinviato per evitare una probabile bocciatura al referendum. Coloro che a difesa di qualsiasi loro nefandezza chiamano immediatamente in soccorso il voto popolare, ora lo eludono a loro piacimento. Mi sorprende però che l'opinione pubblica non si scagli contro questa ennesima offesa all'elettorato. Berlusconi, probabilmente, ce lo meritiamo. Ritengo però che sia ora che qualcuno svegli il popolo dal servilismo in cui è caduto da quasi...due millenni. sperarare non costa nulla.
V.D.

sabato 22 gennaio 2011

Quel condannato



Due giorni fa sono stato ad annozero tra il pubblico. Ci vado spesso. Le serate che adoro di più sono quelle dove si litiga parecchio. Perchè? Ma perchè c'è più azione, più risate tra di noi, più movimento. Quindi, per questi motivi, ho molto apprezzato la performance di Daniela Santanchè che ha incendiato la serata con le sue polemiche inutili, proteste ingiustificate e grida isteriche. Tra le tante idiozie ha detto una cosa  che in molti stanno ripetendo in questi giorni. Berlusconi è sempre stato assolto. Davvero? Ma a me non pare proprio. Si potrebbe dire che questa convinzione è la conseguenza del malcostume "minzoliano" che identifica la prescrizione con l'assoluzione. Un errore giuridicamente gravissimo ma che i media e i politici  amici del premier continuano a commettere. Le poche, vere,  assoluzioni di Berlusconi sono state la conseguenza di leggi cambiate dai vari governi Berlusconi prima del pronunciamento dei giudici nei processi che riguardavano il premier, ad esempio il processo sul falso in bilancio. Inoltre come dimenticare il Lodo Mondadori dove fu accertato che ci fu corruzione dei giudici. L'avvocato del premier, Cesare Previti, fu condannato il suo capo prescritto ma nella causa civile c'è stata la condanna del Premier a versare una cifra record a De Benedetti. Il giudice autore di quella sentenza fu vittima di un servizio giornalistico scandaloso: la sua sanità mentale fu messa in discussione dal fatto che indossasse calzini azzurri (!!!). Insomma, qualche condanna c'è stata e le assoluzioni sono state poche. La domanda che mi farei è: perchè il premier è sempre al centro di qualche torbido caso giudiziario? Ai posteri la facile sentenza.

Vincenzo D'Onofrio

martedì 19 ottobre 2010

Notizie antigue e case....tante case




Vi diamo qualche notizia che non ascolterete nei tg nazionali o magari ne accenneranno solamente o addirittura ribalteranno l senso della notizia:


  1. Un romano degno rappresentante della maleducazione dilagante nella capitale. Uccide con un pugno una donna rumena. I carabinieri che vanno a prenderlo a casa per tradurlo in carcere vengono offesi e oltraggiati da una folla che alla vista del novello boxeur romano esplode in applausi e urla di incoraggiamento. Se le nazionalità dei protagonisti fossero state invertite avremmo avuto Gasparri e la Santanchè in prime time a reti unificate a gridare: "Gli immigrati sono criminali, Italia agli Italiani, Maometto era pedofilo (così, aggratis). Fortunatamente non è andata così e solo l'ennesimo uomo violento, criminale, maleducato e italiano che circola per le nostre strade
  2. Una ex collaboratrice di giustizia sciolta nell'acido. Questo per testimoniare che la mafia non esiste più. Ah per inciso: il governo che ha fatto di più contro la Mafia ha visto aumentare in maniera vorticosa, sotto il suo operato, il patrimonio delle Mafie italiane. Insomma arrestiamo la pelle morta per dare nuova vitalità ai pesci grossi con loro colleghi seduti a palazzo Chigi e con leggi contro le intercettazioni. Bravi, bel lavoro
  3. Dopo un periodo di duro lavoro per i giornalisti di casa Berlusconi (giornale e libero) alla ricerca delle cucine più amate dagli italiani ( a quanto pare anche quelli residenti all'estero e non solo in patria) si scopre che il nostro grandissimissimo premier, tramite una banca da trascorsi poco chiari e trasparenti, tramite l'ennesima off-shore e tramite l'aiuto di uno stato paradiso fiscale (per inciso questo governo oltre ad essere quello che ha combattuto di più la Mafia e quello che ha eliminato la piaga dei paradisi fiscali....per l'appunto) nella lontana antigua ha acquistato ad una cifra irrisoria delle ville dal valore molto più elevato. In questa faccenda c'è tutto: riciclo di denaro, banca non onesta, fuga nei paradisi fiscali, società off-shore, manca solo lo spacciatore colombiano ma non mettiamo limiti alla provvidenza (o meglio alla realtà).
  4. Ultimo, succoso, punto: Report pubblica la foto della carta d'identità di silvio Berlusconi. Cosa c'è che non va? Risulta domiciliato a casa della madre. I commenti li evito. Fate voi. Buona giornata


Vincenzo D'Onofrio

lunedì 13 settembre 2010

Ultime notizie da un paese sconclusionato





Sono molti i punti di interesse dell'attuale situazione politica: la situazione di fini ancora poco chiara in seno al Pdl, i dubbi a sinistra su chi dovrà essere il leader alle prossime elezioni, la mirabolante politica estera del premier.

1) Ma Fini, è uscito o no dal Pdl? Un sonoro e corposo "Boh" è l'unica risposta intelligente a questa domanda. La crisi sembrava irreparabile con le rispettive accuse di slealtà, la scoperta dell'acqua calda dei finiani quando parlano di leggi ad personam, la liberazione dei cani da guardia del premier (leggi: il giornale e libero) e tante altre scaramucce vere o presunte. La sensazione però è quella che tutto sia recuperabile. Il potere Berlusconiano che va ben oltre il semplice dominio politico è troppo affascinante per i mestieranti politici di destra che difficilmente vedono alternative tanto sicure e potenzialmente longeve.
Per quanto riguarda Fini c'é da dire che sta acquistando molto consenso. A destra è la speranza dei moderati stanchi della volgare deriva del Berlusconismo più becero. A sinistra non sono poche le simpatie per chi sta facendo (chissà quanto in maniera disinteressata) opposizione al "Cesare" di turno. La sensazione è quella che Fini sia capace di "morire" comunista se servisse alla sua ascesa. La memoria storica italiana, è risaputo, è molto corta. Gianfranco può approfittare di questo e dimenticare, con buona pace della coerenza, le idee di un tempo e le simpatie fasciste così presto dimenticate. Certo, in un paese che contempla l'esistenza di Capezzone queste sono quisquilie.

2) La sinistra è sempre più simile ad un puzzle. Tanti pezzi, alcuni ormai introvabili (leggi: comunisti). Altri che si incastrano bene tra loro e che permettono di vedere ora una porta, ora una finestra, ora un albero nel nostro sconclusionato puzzle. In rampa di lancio ci sono i più movimentati: l'idv e i grillini. Questi movimenti però conterebbero meno che zero senza i rispettivi "capi": Di Pietro e Grillo. Dietro ai disordini avvenuti ultimamente alla festa del Pd contro schifani sembrano esserci loro. Se non materialmente sicuramente con il loro appoggio, nemmeno troppo velato, assumano un ruolo di mandanti. In questo post vogliamo commentare le parole di Grillo: "La gente è stanca". Magari, diciamo noi. La realtà, purtroppo, non è questa. La gente è ancora saldamente nelle mani del Premier tramite le sue campagne mediatiche. Se si votasse ora, con Fini ancora al soldo del biscione, sarebbe nuovamente una sonora sconfitta per chi si oppone a Berlusconi. Non c'è niente da fare. Per assurdo, questi metodi non democratici dimostrati da parte della sinistra rischiano di fare il gioco della destra. Che sia stato un'incredibile autogol invitare schifani è chiaro ma fare queste dimostrazioni convincono di più i moderati di destra (quelli, per intenderci, più disponibili a non votare più Berlusconi) a rimanere dove sono. Grillo e Di Pietro muovono voti tra chi già è lontano dal premier. Se si vuole protestare contro il presidente del Senato avrebbe più senso fare un porta a porta per spiegare alla gente il senso della protesta: chi è schifani? Perchè non bisognerebbe votarlo? Invece no. Ricordiamo inoltre che anche se è un individuo di dubbia provenienza politica e sociale è comunque la seconda carica della nostra repubblica. Chi vi scrive nutre sempre la speranza di un cambiamento per questa nazione ma se non conquisteremo uno spirito democratico, dopo Berlusconi, ci sarà un altro come lui e gli italiani, impecoroniti, lo seguiranno (leggere a tal proposito un drammatico e tragico articolo di Veneziani sul giornale intitolato "Re Silvio"... da brividi)

3) Terzo punto: i doni di Dio. Sì signori. Il premier ha parlato di doni di Dio. Quale mai può essere simbolo dell'amore di Dio per noi se non il presidente del governo russo (ex presidente della repubblica) Putin? E certo: i 100 giornalisti russi uccisi da quando è al potere ringraziano sentitamente nostro signore per le pallottole e le torture. Inoltre, come dimenticare l'amicizia con il caro colonnello Gheddafi che ci ha "amichevolmente" minacciati: se non dovessimo dargli 5 miliardi di euro nei prossimi anni l'Europa diventerà nera. Che caro amico. Incredibile la capacità di trovare cattive compagnie del premier. Affinità intellettuale? Probabilmente. Di certo, a differenza di quello che dicono i giornali del padrone, non è una cosa di cui andare fieri. Penso che finito il Berlusconismo finiranno anche queste amicizie scomode. Alla faccia di pseudo vantaggi economici. Il denaro sporco di sangue è una vergogna. E dopo tutto, fino ad adesso, tutti sti soldi non si sono neanche visti.

4) concedetemi un altro punto. Una nota di colore, diciamo. Voglio condividere con voi la battuta (spero d'umorismo) di Capezzone su Fini: "Ha tradito i suoi elettori". Eccezionale, un comico nato. Voglio condividere anche un dubbio. Come avrà preso la Santanchè le parole di Gheddafi? L'Islam religione d'Europa. Wow. Avrà prevalso il suo essere razzista e quindi ha rifiutato con sdegno questa proposta o il suo essere schiava e quindi ha sorriso maliziosa all'amico del padrone? Ai posteri l'ardua sentenza.

Vincenzo D'Onofrio

venerdì 23 aprile 2010

Destra contro destra.




Nuovo post di Vincenzo D'Onofrio


Il duello Berlusconi-Fini sta assumendo dei contorni davvero affascinanti. Le considerazioni che si possono effettuare in merito sono innumerevoli. Per prima cosa non si può non notare come la pace e l'amicizia tanto declamata all'interno del partito dell'amore è una mera utopia. I toni si sono alzati e tra le due anime del pdl è scoppiata una guerra combattuta molto sui nervi e, permettetelo, sulle poltrone nella stanza dei bottoni. Naturalmente chi pensa che questa possa essere uno scontro ideologico su problemi del paese è un idealista. Anche un po' sciocco aggiungerei. Detto questo non possiamo non analizzare la nuova politica finiana. Molti si sorprendono delle uscite del "compagno" Fini. Addirittura a sinistra si parla di una nuova speranza nata dagli scontri del presidente della Camera con il leader maximo della destra italiana. Io non sono così fiducioso e ottimista. Il motivo di queste prese di coscienza di Fini e della sua parte politica è il fallimento della sinistra. La gente non è diventata fascista tutta ad un tratto. Nell'animo (forse molto in profondità) rimane una coscienza civile e democratica a cui la sinistra e in primis il pd doveva appellarsi. Non avendolo fatto si è creata una voragine immensa dopo si sono tuffati gli ex AN. Quello spazio era di facile conquista per i post-comunisti(attenzione a questo termine) ma negli ultimi anni sta crescendo lì una destra moderata che, nonostante le origini, vuole conquistare quei valori e idee che dovrebbero essere nel bagaglio culturale e politico di un riformista. Questo scontro con Berlusconi è solo una naturale conseguenza. I valori di cui sopra non possono convivere con quelli di una destra xenofoba e populista del binomio Berlusconi-Lega. E' Triste in tutto questo che invece di una concreta campagna di opposizione dobbiamo sperare in un disfacimento interno. Al massimo godiamoci il delizioso spettacolo offerto dai contendenti. Sicuramente è più interessante dei pollai che si vedono nei programmi della De Filippi

Vincenzo D'Onofrio

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venerdì 9 aprile 2010

Silvio Orwell - 2010






Nuovo post di Vincenzo D'Onofrio


Dopo la vittoria delle destre alle ultime elezioni regionali abbiamo potuto analizzare dei dati sull'andamento dell'economia della nazione. Leggere i risultati di questo successo della lega e del berlusconismo alla luce di questi numeri, tutti incredibilmente drammatici, rende ancora di più un rompicapo la realtà della società italiana. In qualsiasi paese civile al mondo, un governo autore di politiche così sciagurate, sarebbe stato severamente punito ad ogni tornata elettorale prevista. Il governo Berlusconi invece non conosce sconfitta. Riscuote continuamente un successo clamoroso. Forse stiamo esagerando in questa analisi? Vediamoli questi dati:
- nell'ultimo trimestre del 2009, in valori correnti, il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre la spesa delle famiglie si è ridotta dell'1,9 per cento. Si tratta della riduzione più importante a partire dagli anni '90. (fonte Istat)
- disoccupazione a livelli storici La più alta dal 1994
- il pil in caduta libera, mai così male dal 1971
- La pressione fiscale più alta della storia, pari solo a quella raggiunta per entrare a far parte dei paesi con la moneta unica.
Dati allarmanti, altro che ottimismo. Eppure il consenso di questo governo cresce. Il "migliore premier degli ultimi 150 anni" continua ad esaltare la sua figura e invece di ricevere pomodori marci in faccia riceve applausi e inni. Ma perchè?
Due cose mi hanno colpito: durante la manifestazione in Piazza San Giovanni il premier interrogava in continuazione la folla su domande sulla sinistra: Volete una sinistra che alzi le tasse?" Il suo popolo rispondeva convinto con un No. L'altra, sempre durante la manifestazione: da una finestra spunta una bandiera rossa e un manifestante grida: ci avete messo in ginocchio. Alla luce dei dati sopra riportati e considerando che esclusi due anni in cui la sinistra ha governato senza eccedere nel numero dei provvedimenti legislativi a causa della famosa legge porcata e quindi che nel 2013 su dodici anni avremo 10 di governo ininterrotto di Berlusconi come è possibile che si abbia questa percezione? Bisogna ricordare anche gli effetti della devastante legge 30 che ha portato in Italia il precariato che sta sfasciando il futuro di molti giovani. Questa legge sembra ci sia da sempre al contrario è un provvedimento recente (del precedente governo Berlusconi). Dalla mente dei cittadini queste cose non ci sono. Perchè? La causa sono i metodi propagandistici che dal 2006 in poi sono cresciuti come mole nelle tv, nei giornali e nei principali media e hanno fatto breccia in un opinione pubblica sempre più senza i mezzi necessari per discernere e per farsi un'idea chiara ed indipendente. Questo paese sembra sempre più un romanzo partorito dalla mente di George Orwell. Il termine "il partito dell'amore" ricorderà sicuramente qualcosa a chi ha letto 1984 dove i ministeri del governo vengono chiamati il "ministero dell'amore", il "ministero della verità", ecc ecc. Il protagonista del libro lavora nel ministero della verità dove si occupano di modificare le notizie affinché il popolo creda che la realtà in continua evoluzione sia la stessa da anni. Così in Italia basta un premier con le sue televisione che afferma che la sinistra è l' Emmanuel Goldstein di questa nazione per poter rovinare i conti dell'economia del paese, fare i provvedimenti necessari per salvarsi dai procedimenti giudiziari a proprio carico e per poter affermare di essere il miglior premier degli ultimi 150 anni quando molto più probabilmente è uno dei peggiori della storia di questa problematica nazione. Invito tutti a leggere 1984 di Orwell. Questo capolavoro della letteratura vi colpirà con numerosi e pericolosi paralleli con la nostra realtà. Buona lettura e soprattutto buona fortuna

sabato 30 gennaio 2010

Craxi, immigrati criminali e lotta ai parrucchini






Nuova analisi in tre punti di Vincenzo D'Onofrio

Punto 1

Un'analisi dei fatti politici di questi giorni non può non partire dalla "edificante" affermazione del nostro premier: "Meno immigrati vuol dire meno forze che vanno ad ingrossare le schiere della criminalità". A questa ennesima e impietosa sciocchezza hanno risposto alcune testate giornalistiche e, soprattutto, la Cei. I dati parlano chiaro: il tasso di criminalità tra stranieri ed italiani e pressoché identico. Certo, se si chiede in giro alla gente l'impressione non sarà quella. Ma sfido a non farsi un'idea sbagliata con l'incredibile lavoro dei TG nazionali impegnati nell'attacco al capro espiatorio: l'immigrato. In Italia è tutta colpa di quei poveri cristi che scappano da una vita terribile in cerca di una speranza. Ma come rispondere a questi dati dell'Istat e della Cei? Un vero problema che ci spiazza. Vuol dire che si cerca di imbrogliare la gente per guadagnare consensi? Ma no! Si cavalca il populismo più bieco per strappare un applauso alla folla ignorante e mediaticamente ipnotizzata? Non ci credo! Ma allora, se non sono gli stranieri, chi ingrossa le schiere della criminalità sempre più forte in Italia (la Mafia è la prima "s.p.a." nella nazione)? Che siano i politici? Il processo breve e soprattutto la nuovissima perla,la legge antipentiti anticipata da La Repubblica, sembra essere una grave prova a carico di questi ultimi. Il mistero continua

Punto 2

Qualche giorno fa mi ha molto divertito (divertimento un po' amaro) un'affermazione di Bill Gates, uno tra gli uomini più ricchi e importanti del mondo, presidente di una fondazione, da lui creata, per la difesa dei diritti delle nazioni più povere e bisognose del mondo. Ha detto di aver messo l'Italia nella "lista della vergogna" (lista con una sola nazione presente) e ha aggiunto: "In Italia si investe più nella lotta alla calvizia che in quella contro la malaria". tutto ciò dovrebbe farci vergognare come dei ladri ma in Italia i ladri non si vergognano più, sono troppo occupati nel gestire le loro campagne elettorali e poi i veri problemi sono altri (vedi punto 1)

Punto 3

Dopo il post di Marco Galice su Craxi, volevo dire anche io due cose su questo personaggio. Il mio però sarà un commento positivo. Parlerò di due suoi mirabili discorsi alla Camera: uno del 3 luglio 1992 e l'altro del 29 Aprile 1993. Riassumendo questi due interventi, oserei dire drammatici dell'ex leader del PSI, esce fuori un'accusa decisa di correità dell'intero Parlamento. Affermò infatti: "Basta con l'ipocrisia! tutti i partiti si servivano delle tangenti per autofinanziarsi, anche quelli che qui dentro fanno i moralisti". Sfidò il parlamento a giurare di non aver utilizzato questo mezzo illegale di finanziamento. Un silenzio ipocrita fu la risposta dei suoi colleghi. Questa orgogliosa accusa di Craxi va ricordata come testimonianza di un malessere delle istituzioni del tempo nella loro totalità. Chi afferma che Craxi sia stato il solo a pagare ha pienamente ragione. Questo però non fa di lui un eroe. Gli errori gli ha compiuti e avrebbe dovuto pagare. Rimangono però coloro che l'hanno fatta franca e che ingiustamente ancora occupano una comoda sedia a Montecitorio o a Palazzo Madama invece che una scomoda sedia a San Vittore o a Rebibbia e che in questi giorni si consultano sull'eventualità di dedicare vie e piazze al buon Bettino che, sulle sue spalle, ha portato le pene di tutti. Io direi di dedicargli il Natale

Vincenzo D'Onofrio

giovedì 22 ottobre 2009

Grazie...ma mica tanto




Nell'ultimo post abbiamo ringraziato Tremonti per la sua inattesa apologia del posto fisso. La gratitudine, precisiamo, è dovuta soprattutto all'aver riaperto la discussione in merito. In difesa di Tremonti è intervenuto Berlusconi sostenendo che il posto fisso è un valore. Che facciamo allora? Ringraziamo anche lui? A questo punto mi chiedo: questa agognata flessibilità che si è mutata in precarietà con un bagaglio di gravi problemi, in parte accennati nel post precedente, a chi è dovuta? Chi ha voluto questa legge? Chi dobbiamo "ringraziare"? Naturalmente il precedente governo Berlusconi. Sostenere ora che il posto fisso è un valore sembra una presa in giro. Viene da chiedersi: "perchè allora". Se la pensa cosi il premier chieda scusa per il passo falso e cambiamo questa legge. Questo non accadrà, intanto il premier, autore morale e in quanto presidente del consiglio anche materiale della legge 30, ha fatto anche la figura del difensore dei lavoratori. Direi che questo ruolo non gli si addice e basta un po di intelligenza per riderci su

lunedì 15 dicembre 2008

Diritto di critica




Vincenzo D'Onofrio ci parla di diritto di critica. Questa nazione ne è provvista?



Viene da chiedersi se ha un senso la parola "critica" in Italia. Esiste un diritto di critica? Si può far notare il proprio dissenso? Dando uno sguardo alla politica no. Forse perchè l'opera "paradisiaca e sovrannaturale" del governo non comporta pareri contrari. Si sta operando bene e per questo bisogna aprire il cuore alla gioia, il portafogli per aumentare i consumi e sorridere a questa realtà cosi benevola. Se si fa notare che il portafogli è vuoto e che in questo periodo c'è poco da sorridere si è i soliti indegni comunisti. Personalmente ritengo che il criticare sia una caratteristica peculiare di una democrazia. Il confronto arricchisce la coscienza civile della nazione e fa si che il bene della res pubblica sia l'obiettivo da raggiungere insieme. Purtroppo l'Italia non è matura per questi discorsi. Lo scontro sociale, non solo in politica, è all'ordine del giorno. Non si parla con gli altri perchè sono i nemici, i cattivi, quelli che odiano. Da una parte e dall'altra si fanno lezioni morali all'avversario, si pretende di decidere le alleanze dell'altro, l'aggettivo più delicato per descrivere la parte opposta è indegno. Il governo ha avuto dagli italiani il compito di occuparsi della nazione per 5 anni. Sbaglierebbe però a non ascoltare le opinioni di una parte della popolazione che con il passare del tempo, e per determinati argomenti, potrebbe essere la maggioranza del paese. Inoltre i tempi non permettono lo scontro ad oltranza. Questo però non significa approfittare della situazione e realizzare riforme sbagliate nel modo o nei contenuti. Qui torna in ballo il diritto di critica. Le azioni del governo toccano tutti noi e la voce che vuole far notare l'errore che preso in tempo non è irreparabile deve essere ascoltata e tenuta in considerazione. Evitare lo scontro e diritto di critica sembrano due cose non compatibili, eppure lo sono. Almeno lo sono in paesi con forte senso civico. In paesi non come l'Italia

martedì 2 dicembre 2008

San Babila un anno dopo





Giuseppe Cirelli ci parla della nascita del PDL e di cosa è successo alla destra italiana


Risale ad un anno fa il famigerato “discorso del predellino” con il quale Silvio Berlusconi fondò da solo un nuovo partito assegnandogli il nome di “Popolo delle libertà”.Dopo le dichiarazioni di esponenti di AN che si dicevano sgomenti per il modo e la velocità con la quale fondare un nuovo partito e che lasciavano presagire una clamorosa rottura nel centro- destra, in pochi giorni tutto tornò alla normalità: AN rispose “obbedisco “al comando berlusconiano e con un agile dietrofront aderì al progetto pdl. Qualche maligno all’epoca parlò di decisione opportunistica, visto che il governo Prodi sarebbe sicuramente caduto presto e il centro destra, se fosse rimasto compatto, avrebbe avuto le elezioni in tasca. Quindi valeva veramente la pena rischiare di perdere le elezioni per rimanere attaccati ad un formalismo che non digerisce i predellini?Evidentemente no, come confermarono i fatti di Aprile.
Ma in realtà cos’è che è successo nella destra, cosa rappresenta questo “popolo delle libertà”?Rappresenta una conferma formale di qualcosa che sostanzialmente esiste dal ‘94, ovvero la supremazia del populismo berlusconiano, fatto di nomi di partito demagogici, gaffe internazionali, attacchi a tutti i centri di potere in cui questo non sia detenuto da Berlusconi, a scapito d’ideologie di una destra che si accontenta di un ruolo secondario, costretta a scusarsi, ad arrossire quando le si chiede di commentare le sparate del “grande capo” o le uscite poco patriottiche di qualche leghista. E ad un anno da quel discorso nulla sembra essere cambiato: mentre impazza la crisi economica,la soluzione sembra essere contenuta in una strana carta di credito. Una sorta di “bread card” del nuovo millennio (o, per meglio dire, del nuovo ventennio) definita “social card” contenente una quarantina di euro da usare per fare la spesa. Bene. I soliti maligni di cui sopra hanno parlato di ennesimo spot pubblicitario di questo governo: del resto innumerevoli sarebbero stati i modi per concedere questi 40 euro, lasciandoli in busta-paga ad esempio. Ma chi se ne sarebbe accorto? Nessuno, cosi come nessuno si è accorto di quella quattordicesima concessa dall’avarissimo governo Prodi.
Ma questo governo è differente, conosce i suoi polli. Sa vendere il fumo e fregarsi l’arrosto, come insegna Di Pietro.Sa che gli italiani vanno trattati da pubblico televisivo. Gli italiani hanno bisogno del populismo. Gli italiani si meritano Berlusconi. Questo lo sanno bene anche quegli esponenti di AN che inizialmente rimasero perplessi di fronte allo spettacolo di piazza San Babila. Fin quando ci sarà lui, l’unica strada per governare è questa. Bisogna tenere duro, occorre continuare ad arrossire.

domenica 30 novembre 2008

Il pentapartito, il benessere e il progresso




Oggi scrive sul blog Marco Galice. la sua è un'accurata e personale analisi storica su alcuni aspetti del nostro paese



Il Presidente Berlusconi, si sa, è persona di travolgente e irrefrenabile ironia. E così qualche giorno fa, dal palco di un comizio elettorale in Abruzzo, ha voluto far sfoggio nuovamente della sua proverbiale capacità comica: “Nel 1994 la magistratura iniziò un'azione rivolta verso i cinque partiti democratici che, pur con molti errori, erano riusciti a garantire per 50 anni benessere e progresso".
Una battuta di quelle che fanno davvero sbellicare dalla risate, forse più del cucù alla Merkel. Ma su cui, casomai avesse invece pronunciato queste parole seriamente, vale la pena spendere qualche riflessione.
La prima riguarda l’errore e la confusione storica madornale di Berlusconi quando riconduce il benessere e il progresso garantiti all’Italia per 50 anni ai “cinque partiti democratici”, meglio noti come “pentapartito”, anziché, come invece è accaduto, al sistema istituzionale italiano fondato sulla Repubblica e la Democrazia. Sono queste infatti che hanno garantito benessere e progresso e non il contrario. Perché proprio da un sistema politico che ha visto chiaramente protagonisti, responsabili o comunque conniventi molti uomini di quei “cinque partiti democratici” si sono generati tanti di quei mali hanno messo fortemente in discussione questo “benessere” e questo “progresso”.
Non è un’eresia, infatti, ipotizzare ad esempio che le tante stragi di Stato (Italicus, piazza Fontana, piazza della Loggia, stazione di Bologna ecc) siano state successivamente coperte o insabbiate da uomini molto vicini se non organici ai “cinque partiti democratici”, così come non è un’eresia ipotizzare che dietro all’organizzazione clandestina Gladio, voluta per contrastare l’espansione anche democratica del comunismo in Italia, si celassero sempre uomini dei “cinque partiti democratici”. E’ invece un fatto accertato che alla loggia massonica P2, che teorizzava una evidente sovversione dell'assetto socio-politico-istituzionale, hanno aderito fior di politici dei “cinque partiti democratici”, oltre che, ma guarda un po’, lo stesso Silvio Berlusconi.
E’ un fatto accertato che la criminalità organizzata, e in particolare la mafia, ha avuto stretti legami di connivenza con numerosi esponenti dei “cinque partiti democratici”, come dimostrano in particolare le vicende dei vari Salvo Lima e Vito Ciancimino. La magistratura ha anche accertato che lo stesso Giulio Andreotti, pluri-presidente del Consiglio italiano, prima degli anni 80 ha avuto collusioni con la mafia siciliana ma, come noto, l’attuale senatore a vita non è stato condannato poiché il reato è caduto in prescrizione.
E’ un fatto ancora più accertato che, soprattutto negli anni ’80, i “cinque partiti democratici” hanno introdotto in Italia, a tutti i livelli istituzionali, una pratica politica basata sull’illegalità e la corruzione, attraverso l’ormai famigerato uso delle tangenti accertato dalla magistratura, in primis dal Pool di Mani pulite, attraverso sentenze ormai definitive. E’ un fatto ormai accertato che proprio questa corruzione e un sistema politico incontrollato hanno generato negli anni ’80 quel pauroso deficit dello Stato che ancora oggi ci portiamo dietro e che ha avuto per responsabili principali Governi e Ministri dei “cinque partiti democratici” a cui aderivano, direttamente o indirettamente, la stragrande maggioranza degli attuali deputati e dirigenti di Forza Italia e una consistente parte di quelli di Alleanza nazionale. Lo stesso Berlusconi, forse per pudore, difficilmente per riservatezza, non ha mai voluto dichiarare per quali partiti abbia votato fino a prima della sua discesa in politica nel 1994; è arduo pensare tuttavia che abbia votato per il Partito comunista. Le leggi del Governo Craxi a favore delle sue emittenti televisive sono in ogni caso fatti più che noti.
Tre, a mio avviso, le considerazioni finali. Guai a omologare gli “errori”, come riconosciuto dallo stesso Berlusconi, di vari esponenti dei “cinque partiti democratici” con l’onestà, la passione e l’impegno profusi per il bene del Paese da dirigenti ed attivisti di quegli stessi partiti. Guai a considerare i “cinque partiti democratici” esenti da pesanti responsabilità su tutti quei fatti che hanno messo seriamente in discussione “il benessere e il progresso” dell’Italia. Guai a ritenere che chi ha voluto contrastare quelle storture, quella corruzione, quella degenerazione antitetiche alla Democrazia sorte all’interno di quei “cinque partiti democratici” non abbia reso un servizio al Paese e non abbia contribuito fortemente al suo “benessere” e al suo “progresso”. Perché in caso contrario il parallelo storico con tutte le peggiori forme di dittatura consumatesi nel mondo, in cui la magistratura è stata ritenuta un organo destabilizzante da imbavagliare, sarebbe assolutamente innegabile.

Marco Galice

lunedì 24 novembre 2008

"Ora posso comunicare più chiaramente: sono muto!"





L'intervento di oggi riguarda la posizione di Antonio Di Pietro nei confronti del primo ministro Berlusconi. Giuseppe Campagna l'analizza con occhio molto critico.



Uno, due, tre...punto e a capo!
...Eccoci ancora una volta a doverci scontrare con l'ennesimo increscioso caso che fa assurgere a protagonisti assoluti del dispiegarsi settimanale pensieri e parole che, se posti su una qualsiasi bilancia anche tarata così incredibilmente di tanto al di sotto dell'esatta unità di misura, non potrebbero risultare diversamente dall'esser macigni! Un fardello così grande quanto, a parer mio, grave...ai limiti del triviale! Frasi queste che, anche se di certo da tanti più volte espresse nel corso di pomeriggi trascorsi a disquisir di tutto e di nulla in piacevole compagnia, oppure più semplicemente da molti fatte proprie seppur magari -causa la loro valenza e severità- mai apertamente pronunciate, in ogni caso MAI potrebbero comunque trovare fondamento di legittimazione per una loro pubblica dichiarazione in questa collettiva e numerosa condivisione da parte di buona fetta del sentimento popolare.
Espressioni troppo, sin troppo forti. Parole simbolicamente ben più taglienti di lame affilatissime; parole che, per il loro significato, i risvolti, i ricordi e le immagini che evocano e cui rimandano, risultano letali al pari di obici pronti ad esser esplosi per la già premeditata carneficina.
E sì...perchè di violenza o quanto meno di azzardato, gratuito ed irresponsabile attacco dialettico, al confine con l'ingiuria, trattasi se ci si riferisce allo "slogan" con cui l'On.Di Pietro ha sibillinamente aggettivato il Primo Ministro: "Berlusconi è un nazista...il Cavaliere, nei confronti dei suoi avversari, si comporta come Hitler..". Questi i titoloni sulle prime pagine dei giornali nazionali e sui più importanti quotidiani stranieri; queste le parole riproposte da tutti i network e mezzi di informazione televisivi europei e non solo.
Che figura! Che figuraccia! E' imbarazzante pensare alla guerra mediatica mossa dal leader dell'Italia dei Valori contro il nostro, il SUO, Presidente del Consiglio. Una battaglia condotta con mezzi ed armi tanto improprie quanto nocive per l'immagine e la dignità del Paese.
E' la lotta dell'incoscienza. Potrà sembrare eccessivo -e sicuramente davvero lo è, a parer mio- ma non ci sarebbe da stupirsi se, in questo clima acceso di tensione,  si etichettassero le parole incriminate quali estrinsecazione di una sorta di "terrorismo della parola"!
Già, perchè è davvero inspiegabile di per sè l'utilizzo di una simile terminologia; diventa imbarazzante nel considerare che per il brillante artefice di simile stigmatizzabile frasario (che voglio ancora una volta ricordare essere un Onorevole della Repubblica) ciò sia stato possibile ed in modo così naturale senza pensare neppure al carico immenso ed immane che quell'epiteto avrebbe inesorabilmente portato con sè nel qualificare il suo destinatario. Un oltraggio -dirò di più- non soltanto diretto al Premier, infelicemente accomunato ad una figura che terrore, morte e follia immediatamente sussurra al pensiero di quanti odono il nome del Fuhrer, ma anche, penso, rivolto di riflesso ai cittadini italiani tutti (lui stesso compreso!!) che vengono dall'ex P.M. equiparati a sudditi impotenti in balìa delle voglie illusionistiche e megalomani di un Reich, oggi "tricolore", dal quale si è intrappolati, inermi, con le catene della paura silente e dell'impotenza!
Il tutto è francamente inaccettabile. Inaccettabile è l'accusa di un rappresentante del popolo nei riguardi di un qualunque soggetto, sia esso privato che pubblico, quando questa risulta carica di strascichi, effetti e logiche accezioni che, esulando da ogni norma di sensata civiltà ed educazione, sconfinano addirittura nell'universo in cui il buon gusto ed il rispetto nei confronti delle Istituzioni e, conseguenzialmente, dell'elettorato attivo che da quest'ultimo è amministrato per suo maggioritario mandato, cedono il posto alla condotta scriteriata unitamente alla mera offesa ad personam.
Invettiva questa che se probabilmente vendicativa (frutto presente di passate promesse o proposte sfumate nel tempo perchè, seppur tanto sperate, mai viste poi concretizzarsi), sicuramente nell'odierno è spinta da invidia, insoddisfazione e bramosia di protagonismo. Infatti pesa e molto -e non faccio fatica a crederlo- all'On. molisano, l'esser inquadrato dalle telecamere dei vari notiziari nazionali e stranieri mentre assieme ai propri fedelissimi si è costretti ad occupare le -quantitativamente, a dirla tutta, ben poche- poltrone del settore riservato in Parlamento ai gruppi politici di minoranza, preso da un lato da una irrefrenabile smania d'esser sempre e comunque la voce fuori dal coro e, contemporaneamente, sempre intento dall'altro ad affascinare, ammaliandoli con i propri canti, i timpani di quanti solo pochi mesi or sono gli si affiancavano sostenedo il suo simbolo nella corsa elettorale e che, invece, ora non si lasciano più sedurre dalle note di questa confusionaria ed indisponente "novella sirena", essendo quasi costretti a rifiutarle per i continui imbarazzi e gli scompigli che puntualmente il vecchio ed oggi disconosciuto alleato riesce a creare con puntuale ciclicità settimanale!
Non si può parlare, riferendosi al caso in esame, di semplice caduta di stile! Neppure di ennesima "gaffe" di quello che può tranquillamente annoverarsi tra i protagonisti del pool di Mani Pulite!
Il mio augurio è che il simpatico e vulcanico Antonio possa aver esternato simili suoi pensieri, semplicemente perchè ancora impegnato in uno dei tanti suoi compiti ammaliatori; perchè reduce dall'ennesima sua impresa fatidica che lo fa, armato di bastone e di carota, assurgere ancora una volta a protagonista di scazzottate e riappacificazioni subitanee con gli amici-nemici del PD. Preferisco pensare che le sue parole siano state proferite in uno stato di stanchezza e appannamento! Solo così riuscirei a frenare il mio sdegno, o almeno tenterei di farlo: solo così potrei forse pensare di addolcire l'idea amarissima che ho maturato nei suoi riguardi.
Che le parole possano sempre esser soppesate!
Che le frasi non divengano armi di distruzione e gratuito accanimento!

Mi auguro quindi che l'ex Ministro delle Infrastrutture possa proporsi, grazie a redenzione derivante da pronte ed opportune pubbliche scuse, carismatico leader di un movimento politico che non richiami soltanto nel suo simbolo e nel proprio nome identificativo il mero concetto dei "Valori", ma che, in vero, possa concretamente prevedere questi ultimi quale progetto cui aspirare e da cui esser illuminato.