1) Il matrimonio di Will&Kate mi ha sconvolto. Facendo un rapido zapping l'ho trovato trasmesso a reti unificate. Ma perchè? Io mi sono goduto lo schermo spento. Forse per protesta. Ma che cavolo! Ma che ci frega, a noi? Sono deluso anche da Repubblica e Corriere che ancora ora dedicano ampio spazio a questa pseudo notizia da diverse ore. Forse sono strano io? Può essere ma vivo meglio così. Tanti auguri.
2) Ma avete capito se andiamo a sparare sulla Libia o no? A me non è molto chiaro
3) I dati della nostra economia continuano ad essere in linea con le precedenti rilevazioni. La disoccupazione giovanile continua ad essere drammatica. Potremmo parlare delle colpe del governo che continua ad essere cieco di fronte alle reali esigenze della comunità dimostrandosi ancora una volta non capace nella gestione della res pubblica barattandola con gli affari privati del capo e di pochi altri fortunati. Invece vogliamo parlare dell'opinione pubblica. stampa ma anche la gente comune che continua ad essere interessata da altri aspetti della politica. Viene il sospetto che tenere alta l'attenzione sulle vicende giudiziarie del premier sia un ottimo metodo per non parlare degli insuccessi e delle colpe dell'esecutivo. Chi renderà conto alla nazione di questi dati? E la gente quando si deciderà ad aprire gli occhi sugli aspetti davvero decisivi della politica e dell'economia? Aspettiamo trepidanti
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venerdì 29 aprile 2011
mercoledì 5 maggio 2010
Sconosciuti generosi

Nuovo articolo di Vincenzo D'Onofrio
Di tutta questa faccenda ricorderò per sempre la sincera invidia per il ministro Scajola. Ah come vorrei che uno sconosciuto, novello Babbo Natale, venisse da me con un bel appartamento al centro di Roma impacchettato e pronto per essere inaugurato con una festa, magari con qualche avvenente e scosciata starletta televisiva. Ah, che invidia. Invece no, nessun estraneo generoso entrerà nella mia vita. A parte le ironie da questo caso si evince il clamoroso senso di impunità dei nostri amministratori. Un atto vergognoso che invece di essere additato come pericoloso segno della decadenza morale ed etica della politica viene invece difeso con i vari: "Chiarirà tutto. E' un attacco mediatico. Difenditi, eroe". Tutto ciò è vergognoso. Sono rammaricato per scajola perchè nessuna legge ad personam è intervenuta in tempo per salvarlo dalle dimissioni e mentre lui, sommessamente ha dovuto mollare, altri calano a perfezione nel ruolo di vittime sacrificali della crudele giustizia italiana. Come ho già sostenuto in passato, la migliore difesa è gridare subito alla persecuzione dei Pm e così continuare ad agire in barba alle basilari regole democratiche. Questo basterebbe a chiarirci le idee sulla prossima riforma della giustizia che minaccia di trasformare l'utilizzo delle intercettazioni. Scajola non è stato bravo lasciando troppe tracce scritte. Così il prezioso mezzo di indagine non è neanche servito e quindi non ha potuto chiamare a sua difesa la privacy, la curiosità eccessiva e fuori luogo degli inquirenti, etc, etc, etc. Ci sarà uno scossone ora? Non credo, più probabile che l'ex ministro venga fregiato dell'aurea da eroe vittima del potere della magistratura rossa. Basterà far calmare le acque. Se avrà pazienza, nel prossimo governo Berlusconi, avrà un nuovo incarico....fino al prossimo scandalo.
Vincenzo D'Onofrio
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mercoledì 27 gennaio 2010
Saggezza popolare
Analisi in tre punti di Vincenzo D'Onofrio
Punto 1
Voglio parlare di una persona che è incappata nel classico detto: "Fatti i fatti tuoi e campi cent'anni". La persona in questione è Guido Bertolaso. Quest'uomo che fino a pochi giorni fa era spacciato per un eroe dal nostro governo è stato impietosamente bacchettato neanche fosse colui che ha provocato la crisi economica internazionale. Si possono fare alcune considerazioni:
- quello che fai nella vita non è mai abbastanza e basta un alito di vento per far dimenticare ciò che di buono hai fatto.
- se dovessero dipingere la nostra nazione dopo questa vicenda l'immagine migliore sarebbe quella del barboncino con un guinzaglio. Non so se Bertolaso avesse ragione ma ha fatto una dichiarazione importante, immagino dettata dalla sua esperienza nel campo delle emergenze. Questo non è piaciuto allo zio Sam che ne ha chiesto subito la testa. I nostri rappresentanti, fieramente, hanno sbattuto i talloni, hanno raddrizzato la schiena e hanno eseguito senza fiatare. Bella prova di orgoglio nazionale. Succubi degli Usa? Yes we can, come sempre.
Punto 2
Memorabile prestazione dell'onorevole Barbareschi. Famoso per aver definito lo stipendio da parlamentare "non sufficiente" per il suo sostentamento e per la sua lotta contro internet a favore del diritto d'autore è incappato anche lui in un altro famoso detto: "chi predica bene razzola male". Nella sua trasmissione di cui mi onoro di ignorare il titolo si è reso protagonista di un furto bello e buono ai danni del blog Spinoza.it baluardo della satira web in Italia. Alcune delle battute degli utenti sono state utilizzate dagli autori del programma (di cui quattro sono sedicenti membri del forum di Spinoza). Barbareschi ha subito recitato la parte dell'indignato dalle polemiche. Ha infatti affermato: "Ma come, quando ho fatto la proposta di legge per il diritto d'autore per far pagare chi distribuisce nel web materiale prodotto da altri il popolo della rete è insorto e ora che ho fatto la stessa cosa ma al contrario ci sono tutte queste polemiche?" Ci vorrebbe un applauso. Bisognerebbe spiegare all'onorevole che spesso ciò che viene immesso nella rete contrasta un mercato con prezzi esorbitanti dove le case di produzione, le televisioni e i vari network lucrano sugli artisti o forti della loro posizione impongono mercati poco concorrenziali e con scarsa offerta di contenuti costringendo l'utenza a pagare troppo per i prodotti migliori. Lui invece ha approfittato di materiale gratuito per arricchirsi personalmente (riceve uno stipendio da La7 per questo spettacolo). Prendiamola come una provocazione ma penso che la causa di tutto sia una carenza di idee. Serviva la polemica per farsi pubblicità. State tranquilli però: in poco tempo cadrà nell'oblio mediatico che tale trasmissione merita
Punto3
Trovo sempre interessante quando in Italia si parla di piano casa, ponti sullo stretto, condoni edilizi e poi puntualmente per un terremoto, per una fuga di gas o per un difetto strutturale case intere vengono giù come castelli di carta portandosi con loro vite umane. Gli esempi si sprecano: L'Aquila, perchè la terra non uccide nessuno ma sono le case costruite senza leggi antisismiche che ammazzano la gente; Messina, perchè forse lo avete dimenticato ma c'è stato qualche problemino anche li per qualche pioggia di troppo; Favara, l'ultimo in ordine di tempo dove due bambine si sono viste portare via le loro giovani vite a causa dell'incuria dell'uomo. In Italia servirebbe una politica seria sull'edilizia, sulla ristrutturazione degli immobili nei centri abitati, una lotta concreta contro l'abuso edilizio. Invece politici senza scrupoli, a livello locale e nazionale, permettono lo sfacelo dei nostri centri, dei nostri paesi, delle nostre case. Alla ricerca di consensi o di qualche voto in più non si rendono autori di politiche efficaci per la salvaguardia del territorio e mentre continuano con le loro sfavillanti promesse, tra l'altro puntualmente disilluse, la nazione crolla come un muro vecchio e pericolante e la situazione va sempre più peggiorando. Verrebbe da dire "dalla padella alla brace".
Vincenzo D'Onofrio
lunedì 25 gennaio 2010
Cronache di una simpatica nazione sottosopra

Analisi degli ultimi avvenimenti politici italiani
La situazione politica di questi mesi sta vivendo una fase di bonaccia. Esclusi incidenti con souvenir vari e conseguenti punti recuperati nei sondaggi nulla sta movimentando la vita politica del paese. Il governo ha perso la voglia di snocciolare dati incoraggianti da sbandierare nei vari TG. Neanche i dati dell'inflazione possono essere letti con l'ottica iper-ottimistica del premier in quanto più che un successo economico è lo specchio di una triste e desolante rinuncia al consumo della società. Inoltre gli ultimi dati sulla disoccupazione non possono essere spacciati per un dato positivo e di conseguenza hanno invitato il premier ad eliminare la voce dalla lista "le mirabolanti imprese del governo". In attesa di risolvere l'enigma che attanaglia il paese: la crisi, c'è o non c'è? Ci ritroviamo ad affrontare i quotidiani problemi dovuti ad un mal governo ormai cronico. L'ottimismo raccomandato a trentadue (forse di più?)denti del premier in nome di una crisi passata o addirittura inesistente svanisce con la promessa abiurata di una riduzione delle tasse a causa di una persistente... crisi. Sì, vi capisco. A seguire questa avvincente vicenda viene un gran mal di testa. Ma i dolori sono altri e sono anche tanti. Il governo deve ringraziare l'assidua e fedele opera dei direttori delle testate giornalistiche-televisive che difendono, agli occhi del popolo teledipendente, l'operato apatico dell'esecutivo. In questo momento nemmeno un'estemporanea e brillante dichiarazione di Brunetta su chissà quale fantasmagorico risultato del suo leggendario operato potrebbe aiutare la maggioranza. Nemmeno una gioiosa promessa del premier provocherebbe palpiti di cuori, al massimo un'attenta visione dei cronometri alla ricerca del nuovo record mondiale nelle smentite con il marchio di fabbrica "sono stato frainteso", "non ho mai detto una cosa del genere" "comunista!" (cosi, gratis. Tanto per gradire). Visto, quindi, questo momento di debolezza potrebbe essere il momento di un serio attacco politico al governo. Forse è il caso di mettere in guardia la popolazione sulla deriva politica della destra. Sarebbe forse il momento di proporre al paese un'opposizione con un'idea seria di governo per risollevare le sorti di questo paese sfortunato....pensandoci no, non è il caso. Almeno cosi sembra guardando quei simpatici zuzzurelloni del PD. Sembra che facciano tutt'altro. Forse la loro intenzione è quella di restare sempre lì, a non contare niente (avrei usato la parola opposizione ma ho avuto paura di turbare la sensibilità dei lettori mettendola subito dopo la sigla PD). Forse neanche sanno che per governare un paese ci vogliono idee, progetti di governo o almeno bisogna far finta di avere tutto ciò (un po' come i loro rivali) ma neanche quello, non fanno nemmeno quello. Ciò che è sicuro è che non sanno che il loro operato dovrebbe (dovrebbe!) essere diretto a migliorare le condizioni del popolo e il loro fine ultimo dovrebbe essere quello di servire la nazione. Invece sono troppo occupati a giocare, come fosse un gioco da tavolo,sulle poltrone e sulle candidature. La faccenda delle elezioni in Puglia ne è l'emblema. Ad un governatore che ha governato bene e che è sempre stato vicino ai suoi concittadini (l'incredibile successo ottenuto alle primarie ne è la conferma) hanno contrapposto un uomo che ha il pregio (spero per lui non l'unico) di piacere all'Udc. Questo tipo di mentalità allontana questo partito ( o masnada di saltimbanchi della politica) dalla gente che ormai non ha fiducia nei mezzi del Pd. Che dire? Aspettiamo l'illuminazione dei dirigenti di questo partito? Aspettiamo un passo indietro da chi ormai non ha nulla da offrire e si è giocato ogni credibilità politica? Be aspettiamo, ma intanto mettetevi comodi che c'è tempo.
Vincenzo D'Onofrio
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