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venerdì 20 gennaio 2012

Forconi, no!




Il dibattito è acceso: forconi sì o forconi no. Per ora, per me, è forconi no. Anzi, proprio per niente. Non per qualcosa, niente di personale. La rivoluzione è una parola che in tanti vorremmo vedere schiodata dal mondo utopistico in cui si trova adesso. Io, ad esempio, sogno una rivoluzione senza il colore rosso del sangue (ma chi glielo spiega poi al buon Pasquino di "Nell'anno del signore" che ebbe a dire: "Solo sul sangue, solo sul sangue viaggia la barca della rivoluzione") ma che agisca sulle menti e sul carattere della gente. Utopistico, si diceva poc'anzi. Detto questo, le rivoluzioni dei passati mesi nel mondo arabo, le prese di coscienza dei giovani di occupy Wall Street, l'indignazione spagnola, le prese di posizione di Anonymous ci hanno emozionato, coinvolto, fomentato. Allora, perchè il movimento siciliano no? Mah, per il semplice fatto che non mi fido. Non mi fido di chi si fa rappresentare da Forza Nuova o dai delfini di Lombardo, attuale presidente della Regione Sicilia. Non vorrei che, essendo nato nella patria di Tommasi di Lampedusa, questo movimento abbia fatto suo il motto: "e' necessario che tutto cambi affinché tutto rimanga così come è". questi decenni, affidati a politiche scellerate di destra, hanno portato il mondo sul baratro in cui sta cadendo (o è caduto a seconda di quanto siete ottimisti). Io direi che con la destra abbiamo già dato. Ma visto che qui non ne abbiamo mai abbastanza, capillari e attente campagnie mediatiche stanno facendo passare il governo Monti come causa di tutti i problemi. Mi sono quasi commosso vedendo un cartello di un taxista in cui si accussava questo governo di essere "comunista". Comunista? Il governo Monti? volete che qualcuno vi rimembri le provenienze politiche di questi ministri e di Monti stesso? Non sono certo di sinistra. io non ho troppe simpatie per loro ma non si può negare che siano stati chiamati a risolvere una situazione disperata. La gente sembra aver dimenticato che il rischio è il Default. qui nessuno rimpiange Berlusconi. Il buon Silvio ha fatto lo Schettino della situazione. Ha abbandonato la nave dopo un disastro provocato da lui. Aveva da salvaguardare il consenso (grazie a i suoi potenti mezzi potrà rivoltare la frittata) e le azioni delle sue società in borsa. questo, purtroppo, non lo capiscono. chiederei ai diavoletti incazzati se stanno facendo una protesta contro il sistema (e quindi anche  contro la Mafia? chissà) o semplicemente ispirati dalle misure di emergenza di Monti? Perchè se fosse per il sistema si poteva protestare anche qualche mese fa, magari anche quando il Pdl ha realizzato il famoso 60-0 di Cuffariana memoria. Oppure si potrebbe incominciare a rifiutare il companatico della Mafia e a rivoltarsi contro i politici collusi che strozzano la povera Sicilia da decenni. sia chiaro, non ce l'ho con la povera gente esasperata ma con chi li guida. Non vorrei vederli dietro qualche scrivania tra qualche anno. Abbiamo già troppe braccia tolte all'agricoltura che siedono in uffici altolocati.

lunedì 13 settembre 2010

Ultime notizie da un paese sconclusionato





Sono molti i punti di interesse dell'attuale situazione politica: la situazione di fini ancora poco chiara in seno al Pdl, i dubbi a sinistra su chi dovrà essere il leader alle prossime elezioni, la mirabolante politica estera del premier.

1) Ma Fini, è uscito o no dal Pdl? Un sonoro e corposo "Boh" è l'unica risposta intelligente a questa domanda. La crisi sembrava irreparabile con le rispettive accuse di slealtà, la scoperta dell'acqua calda dei finiani quando parlano di leggi ad personam, la liberazione dei cani da guardia del premier (leggi: il giornale e libero) e tante altre scaramucce vere o presunte. La sensazione però è quella che tutto sia recuperabile. Il potere Berlusconiano che va ben oltre il semplice dominio politico è troppo affascinante per i mestieranti politici di destra che difficilmente vedono alternative tanto sicure e potenzialmente longeve.
Per quanto riguarda Fini c'é da dire che sta acquistando molto consenso. A destra è la speranza dei moderati stanchi della volgare deriva del Berlusconismo più becero. A sinistra non sono poche le simpatie per chi sta facendo (chissà quanto in maniera disinteressata) opposizione al "Cesare" di turno. La sensazione è quella che Fini sia capace di "morire" comunista se servisse alla sua ascesa. La memoria storica italiana, è risaputo, è molto corta. Gianfranco può approfittare di questo e dimenticare, con buona pace della coerenza, le idee di un tempo e le simpatie fasciste così presto dimenticate. Certo, in un paese che contempla l'esistenza di Capezzone queste sono quisquilie.

2) La sinistra è sempre più simile ad un puzzle. Tanti pezzi, alcuni ormai introvabili (leggi: comunisti). Altri che si incastrano bene tra loro e che permettono di vedere ora una porta, ora una finestra, ora un albero nel nostro sconclusionato puzzle. In rampa di lancio ci sono i più movimentati: l'idv e i grillini. Questi movimenti però conterebbero meno che zero senza i rispettivi "capi": Di Pietro e Grillo. Dietro ai disordini avvenuti ultimamente alla festa del Pd contro schifani sembrano esserci loro. Se non materialmente sicuramente con il loro appoggio, nemmeno troppo velato, assumano un ruolo di mandanti. In questo post vogliamo commentare le parole di Grillo: "La gente è stanca". Magari, diciamo noi. La realtà, purtroppo, non è questa. La gente è ancora saldamente nelle mani del Premier tramite le sue campagne mediatiche. Se si votasse ora, con Fini ancora al soldo del biscione, sarebbe nuovamente una sonora sconfitta per chi si oppone a Berlusconi. Non c'è niente da fare. Per assurdo, questi metodi non democratici dimostrati da parte della sinistra rischiano di fare il gioco della destra. Che sia stato un'incredibile autogol invitare schifani è chiaro ma fare queste dimostrazioni convincono di più i moderati di destra (quelli, per intenderci, più disponibili a non votare più Berlusconi) a rimanere dove sono. Grillo e Di Pietro muovono voti tra chi già è lontano dal premier. Se si vuole protestare contro il presidente del Senato avrebbe più senso fare un porta a porta per spiegare alla gente il senso della protesta: chi è schifani? Perchè non bisognerebbe votarlo? Invece no. Ricordiamo inoltre che anche se è un individuo di dubbia provenienza politica e sociale è comunque la seconda carica della nostra repubblica. Chi vi scrive nutre sempre la speranza di un cambiamento per questa nazione ma se non conquisteremo uno spirito democratico, dopo Berlusconi, ci sarà un altro come lui e gli italiani, impecoroniti, lo seguiranno (leggere a tal proposito un drammatico e tragico articolo di Veneziani sul giornale intitolato "Re Silvio"... da brividi)

3) Terzo punto: i doni di Dio. Sì signori. Il premier ha parlato di doni di Dio. Quale mai può essere simbolo dell'amore di Dio per noi se non il presidente del governo russo (ex presidente della repubblica) Putin? E certo: i 100 giornalisti russi uccisi da quando è al potere ringraziano sentitamente nostro signore per le pallottole e le torture. Inoltre, come dimenticare l'amicizia con il caro colonnello Gheddafi che ci ha "amichevolmente" minacciati: se non dovessimo dargli 5 miliardi di euro nei prossimi anni l'Europa diventerà nera. Che caro amico. Incredibile la capacità di trovare cattive compagnie del premier. Affinità intellettuale? Probabilmente. Di certo, a differenza di quello che dicono i giornali del padrone, non è una cosa di cui andare fieri. Penso che finito il Berlusconismo finiranno anche queste amicizie scomode. Alla faccia di pseudo vantaggi economici. Il denaro sporco di sangue è una vergogna. E dopo tutto, fino ad adesso, tutti sti soldi non si sono neanche visti.

4) concedetemi un altro punto. Una nota di colore, diciamo. Voglio condividere con voi la battuta (spero d'umorismo) di Capezzone su Fini: "Ha tradito i suoi elettori". Eccezionale, un comico nato. Voglio condividere anche un dubbio. Come avrà preso la Santanchè le parole di Gheddafi? L'Islam religione d'Europa. Wow. Avrà prevalso il suo essere razzista e quindi ha rifiutato con sdegno questa proposta o il suo essere schiava e quindi ha sorriso maliziosa all'amico del padrone? Ai posteri l'ardua sentenza.

Vincenzo D'Onofrio

martedì 2 dicembre 2008

San Babila un anno dopo





Giuseppe Cirelli ci parla della nascita del PDL e di cosa è successo alla destra italiana


Risale ad un anno fa il famigerato “discorso del predellino” con il quale Silvio Berlusconi fondò da solo un nuovo partito assegnandogli il nome di “Popolo delle libertà”.Dopo le dichiarazioni di esponenti di AN che si dicevano sgomenti per il modo e la velocità con la quale fondare un nuovo partito e che lasciavano presagire una clamorosa rottura nel centro- destra, in pochi giorni tutto tornò alla normalità: AN rispose “obbedisco “al comando berlusconiano e con un agile dietrofront aderì al progetto pdl. Qualche maligno all’epoca parlò di decisione opportunistica, visto che il governo Prodi sarebbe sicuramente caduto presto e il centro destra, se fosse rimasto compatto, avrebbe avuto le elezioni in tasca. Quindi valeva veramente la pena rischiare di perdere le elezioni per rimanere attaccati ad un formalismo che non digerisce i predellini?Evidentemente no, come confermarono i fatti di Aprile.
Ma in realtà cos’è che è successo nella destra, cosa rappresenta questo “popolo delle libertà”?Rappresenta una conferma formale di qualcosa che sostanzialmente esiste dal ‘94, ovvero la supremazia del populismo berlusconiano, fatto di nomi di partito demagogici, gaffe internazionali, attacchi a tutti i centri di potere in cui questo non sia detenuto da Berlusconi, a scapito d’ideologie di una destra che si accontenta di un ruolo secondario, costretta a scusarsi, ad arrossire quando le si chiede di commentare le sparate del “grande capo” o le uscite poco patriottiche di qualche leghista. E ad un anno da quel discorso nulla sembra essere cambiato: mentre impazza la crisi economica,la soluzione sembra essere contenuta in una strana carta di credito. Una sorta di “bread card” del nuovo millennio (o, per meglio dire, del nuovo ventennio) definita “social card” contenente una quarantina di euro da usare per fare la spesa. Bene. I soliti maligni di cui sopra hanno parlato di ennesimo spot pubblicitario di questo governo: del resto innumerevoli sarebbero stati i modi per concedere questi 40 euro, lasciandoli in busta-paga ad esempio. Ma chi se ne sarebbe accorto? Nessuno, cosi come nessuno si è accorto di quella quattordicesima concessa dall’avarissimo governo Prodi.
Ma questo governo è differente, conosce i suoi polli. Sa vendere il fumo e fregarsi l’arrosto, come insegna Di Pietro.Sa che gli italiani vanno trattati da pubblico televisivo. Gli italiani hanno bisogno del populismo. Gli italiani si meritano Berlusconi. Questo lo sanno bene anche quegli esponenti di AN che inizialmente rimasero perplessi di fronte allo spettacolo di piazza San Babila. Fin quando ci sarà lui, l’unica strada per governare è questa. Bisogna tenere duro, occorre continuare ad arrossire.