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mercoledì 25 maggio 2011

Qualcosa di sinistra? Bastano le palle, grazie


Ho appena sentito su Omnibus il leghista Garavaglia fare un affermazione affascinante: sostiene che con la vittoria dei vendoliani diminuirebbero gli investitori stranieri e in poco tempo arriveremo alla situazione della Grecia perchè sono una forza politica che "rema contro". Potremmo farci una risata su questa frase ma io, invece, mi faccio una domanda. In studio c'era Gentiloni del Pd. Perchè non è intervenuto? Bastava un po' di eleganza, una frase detta con il sorriso. Si poteva far notare che le due tragedie prospettate rischiano di realizzarsi perché pensiamo a fare leggi per il capo invece che le riforme, perchè questo governo ha governato male e perchè un ministro della repubblica comunica con il governatore della regione Lombardia con le pernacchie. Perchè non ha detto nulla? Nessuno dice che sia necessario scendere a quell'infimo livello politico, intellettuale ed umano ma almeno le palle per denigrare un idiota. Diamine. Il problema dei continui schiaffoni presi dai leader della sinistra si risolverebbe  con un po' di personalità e di carisma. Sentiamo clamorosamente la mancanza di queste caratteristiche. Con questa destra allo sfascio garantirebbero una vittoria facile in ogni elezione. Soprattutto però è necessario tenere sempre gli occhi aperti sugli insuccessi e sulle mancanze del pdl e del governo ma manca l'autorevolezza per sostenere una politica forte ed alternativa al berlusconismo. Per questo dobbiamo fare un plauso a Pisapia che si sta muovendo in questa giungla di oscene malignità con leggerezza e classe. Gentiloni dovrebbe prendere spunto. Se vuole gli passiamo noi gli appunti.

Vincenzo D'Onofrio

sabato 21 maggio 2011

Final Cut



Tagliati. Standard & Poor's prende un provvedimento che solo gli stati in crisi hanno subito. Personalmente non amo queste società di rating ma bisogna prendere atto dei loro pareri. Sicuramente l'economia italiana non da fiducia agli investitori stranieri nonostante la difesa di Tremonti e Berlusconi. Avevamo già scritto dell'attenzione che tutti noi dovremmo porre sui dati economici. Le cose vanno male. Questo è il motivo delle pessime prestazioni della destra in queste elezioni. Nessuno lo dice. I pochi spiccioli nelle tasche degli italiani sono spariti. Berlusconi può dire che la colpa è della sinistra o dei giudici ma ormai nessuno lo crede. E' necessario un cambiamento. Intorno all'Italia stanno cambiando tante cose. Guardiamo con fiducia  alla Spagna dove gli "indignados" stanno protestando per dati economici non molto lontano dai nostri. Noi forse possiamo evitare la piazza. Il 12 e 13 giugno il referendum rischia di dare un colpo drammatico al governo. Abbiamo bisogno di consapevolezza. Se apriamo gli occhi l'Italia avrà qualche speranza. Per ora possiamo aiutare il cambiamento andando a votare. In futuro vedremo cosa sarà necessario fare.

mercoledì 18 maggio 2011

Estremisti a chi?!



Il post elezioni pre ballottaggio ci fornisce già qualche aspetto interessante sulle strategie politiche. La destra, vedendosi indietro nell'intoccabile Milano, ha messo in gioco le armi pesanti ovvero attaccare Pisapia sul personale e sminuendo gli insuccessi elettorali appena consumati. Ora sappiamo che l'avvocato milanese è un pericoloso sovversivo rosso, drogato, amico dei rivoltosi ed eversivi membri dei centri sociali,  spacciatore nei giardinetti che porta personalmente alla perdizione i giovani rampolli della milano da bere. I toni sono drammatici. Non vi illudete, sentiremo di peggio. Se vince Pisapia l'islam diverrà religione di stato, chiederanno l'annessione alla Turchia, tutte le donne incinta saranno costrette ad abortire, tutti gli uomini si dovranno sposare con altri uomini e ogni bambino dovrà iniziare a fare uso di eroina raggiunti i sette anni di età. Sto esagerando? Be, direi che la realtà non è così lontana e i toni faranno la differenza. C'è chi accusa la santanché, che per inciso oggi si definisce moderata (lei???), di aver dato un'impronta sbagliata a queste elezioni. Io aggiungo che il vero artefice è Berlusconi e che ora, in queste due settimane, sarà peggio. Solo con la paura potranno vincere e questo significa nuove menzogne con cui sommergere l'avversario per richiamare all'ordine la base che un po' per protesta e un po' per gli incontestabili insuccessi della destra non hanno aiutato il pdl e la lega in questa battaglia. Su Pisapia solo una cosa è vera: è di sinistra, ma senza altre parole accanto. Gli estremisti sono gli altri. Coloro che hanno nel partito chi effettua i saluti romani con buona pace della costituzione, coloro che hanno gente dal passato nero come le tenebre e qualcuno di questi è addirittura al governo, coloro che a Napoli fanno gestire la politica da camorristi di primo ordine. Chi sono, quindi, gli estremisti? Saprete la risposta ascoltando i toni, le menzogne dette quando l'avversario non può rispondere, le offese agli avversari rei di non essere allineati al berlusconismo. Non ci sono altri estremisti in Italia. Gli estremisti sono loro.

sabato 22 gennaio 2011

Quel condannato



Due giorni fa sono stato ad annozero tra il pubblico. Ci vado spesso. Le serate che adoro di più sono quelle dove si litiga parecchio. Perchè? Ma perchè c'è più azione, più risate tra di noi, più movimento. Quindi, per questi motivi, ho molto apprezzato la performance di Daniela Santanchè che ha incendiato la serata con le sue polemiche inutili, proteste ingiustificate e grida isteriche. Tra le tante idiozie ha detto una cosa  che in molti stanno ripetendo in questi giorni. Berlusconi è sempre stato assolto. Davvero? Ma a me non pare proprio. Si potrebbe dire che questa convinzione è la conseguenza del malcostume "minzoliano" che identifica la prescrizione con l'assoluzione. Un errore giuridicamente gravissimo ma che i media e i politici  amici del premier continuano a commettere. Le poche, vere,  assoluzioni di Berlusconi sono state la conseguenza di leggi cambiate dai vari governi Berlusconi prima del pronunciamento dei giudici nei processi che riguardavano il premier, ad esempio il processo sul falso in bilancio. Inoltre come dimenticare il Lodo Mondadori dove fu accertato che ci fu corruzione dei giudici. L'avvocato del premier, Cesare Previti, fu condannato il suo capo prescritto ma nella causa civile c'è stata la condanna del Premier a versare una cifra record a De Benedetti. Il giudice autore di quella sentenza fu vittima di un servizio giornalistico scandaloso: la sua sanità mentale fu messa in discussione dal fatto che indossasse calzini azzurri (!!!). Insomma, qualche condanna c'è stata e le assoluzioni sono state poche. La domanda che mi farei è: perchè il premier è sempre al centro di qualche torbido caso giudiziario? Ai posteri la facile sentenza.

Vincenzo D'Onofrio

mercoledì 12 gennaio 2011

Diritti e auto



La questione Mirafiori va oltre l'ottica dello scontro Fiat-sindacati. La pochezza della politica e l'arrendevolezza dell'opinione pubblica getta inoltre un velo di tristezza ben testimoniato dalle lacrime di quell'operaio rilanciato dai giornali nazionali. Come tante cose la verità non sta mai da una parte. La fiat vuole fare un investimento serio, la Fiom mette davanti a tutto la difesa dei diritti. Cosa fare allora? Io ritengo che la Fiat che giustamente vuole fare i suoi interessi doveva essere fermata o meglio condotta nella trattativa. Un governo forte doveva ricordare il sacrificio di tanti italiani che hanno salvato l'azienda di torino da un probabile fallimento. Dopo decenni finalmente fa un investimento ma dimenticare il perchè sta lì minacciando una fuga all'estero è una risposta ingrata e vile. Da non sottovalutare poi la questione dei diritti minacciata seriamente dalle nuove regole sulle pause e sugli scioperi. Un passo indietro di decenni nel nome della produttività. E' questo quello che vogliamo? Sugli operai si getta il peso della crisi e del sistema capitalista. Loro pagano le responsabilità di altri contro i quali il governo non ha fatto niente, anzi, ha salvaguardato la loro posizione. Qualcuno ha detto che paesi come la cina non si combattono diventando cinesi noi e forse hanno ragione. La lotta per i diritti ha caratterizzato i paesi occidentali e non possiamo cedere ad un sistema che sta evidenziando i propri limiti. Il governo dovrebbe trovare sistemi per agevolare gli investimenti sul territorio nazionale. Questo immobilismo non sta certo aiutando.

Vincenzo D'Onofrio

mercoledì 22 dicembre 2010

Violenza politica



Nei giorni delle manifestazioni, delle ennesime manifestazioni, sugli scudi salgono coloro che condannano i terribili "violenti ed assassini". Eppure io vado milioni di studenti, precari, terremotati in subbuglio. I dati economici della nazione sono terribili e dopo la legge 30 che ha portato in Italia il termine precario c'è questa legge universitaria che porta in atto il definitivo tentativo di trasformare l'Italia in una nazione divisa in classi. Il precario che come dice Sallusti oggi 22 dicembre 2010: "è il futuro, bisogna arrendersi e rendersi conto che il posto fisso non esisterà più e che il precariato è il futuro". Questo precariato non è flessibilità ma è la condanna a vedere sacrificati i propri diritti e vede i lavoratori vivere con la terribile speranza di vedere il proprio contratto rinnovato ogni volta. Questo è il futuro che una parte politica vuole consegnare ad una parte precisa della nazione. Bisogna essere forti e manifestare con i dati dei danni economici di questo governo in mano e della voglia di salvaguardare il futuro dei giovani e dell'Italia.

Vincenzo D'Onofrio

mercoledì 27 ottobre 2010

Lo straniero, il condannato e il povero martire aggredito



In questo report non possiamo non iniziare da un tema che abbiamo a cuore: l'immigrazione. Dati di questi giorni annunciano che gli immigrati regolari nel nostro paese sono quasi cinque milioni ma di grande interesse sono i dati economici. L'apporto degli stranieri al nostro pil è enorme: 11.1%. Il 10% degli occupati in Italia non sono italiani e inoltre l'INPS vede arrivare nelle proprie casse 7 miliardi di euro. Ben 1 miliardo di questi è regalato al fisco perchè è un surplus ai servizi relegati agli immigrati che versano tale cifra. Gli irregolari non superano la soglia dei 700 mila individui a differenza della "percezione" causata dai media a loro ostili. Rimangono, infatti, un buon capo espiatorio per quella parte politica in continua ricerca di scuse al proprio insucesso economico e politico. L'immigrazione, dal punto di vista anagrafico ed economico, è una benedizione per questa nazione. I motivi dei tanti problemi sono da ricercare altrove. Ps troverete italiani, statene certi.


Tareq Aziz condannato a morte. questa è la sentenza della corte suprema irachena. Partendo dal pressuposto che tutti siamo consapevoli di quanto fosse sanguinario il regime di cui faceva parte, esponiamo, comunque, il nostro dissenso. Le ragioni sono tante: innanzitutto l'intimo odio e orrore che chi vi scrive ha della pena di morte. Ciò vale per i dittatori e per i singoli individui. Inoltre Aziz era sicuramente il volto moderato dell'Iraq di Saddam Hussein. questa sentenza non fa altro che confermare quel senso di vendetta e non di giustizia che i nuovi dirigenti iracheni sembrano dare al proprio paese. Nessuno perdonerà Hussein ma come dimenticare l'atteggiamento del giudice che niente aveva di "terzo" e poi l'oscena e vergognosa esecuzione dove nell'ultimo istante di vita del dittatore si sono viste scene di dileggio e di imprecazione. L'idea è che ad un regime disumano sia succeduto un altro non certo democratico e civile. Forse questo ha le amicizie giuste e la mano larga con i pozzi di petrolio all'interno dei propri confini. Chissà 


Ultimo punto: l'aggressione a Capezzone. Io sono sempre stato molto acceso nelle critiche a questo indegno personaggio. Critico, però, il vile gesto di questo sconosciuto svanito tra le tenebre della notte come uno spirito cattivo nel sempre poco frequentato centro romano inseguito dagli sguardi impietriti dei parlamentari del pdl. sia chiaro però, non critico il gesto per Capezzone a cui vanno i miei auguri per una pronta guarigione sicuro che non abbia subito troppi danni vista la già grave situazione. Critico il gesto perchè va a creare un senso di "martirio" per questi personaggi (vedi "l'attentato" al direttore di libero) che meriterebbero solo tanta indifferenza o, al massimo, di essere aggrediti dal peso delle idee che il loro schiavismo intellettuale non può reggere. Detto questo rinnovo i miei auguri


martedì 19 ottobre 2010

Notizie antigue e case....tante case




Vi diamo qualche notizia che non ascolterete nei tg nazionali o magari ne accenneranno solamente o addirittura ribalteranno l senso della notizia:


  1. Un romano degno rappresentante della maleducazione dilagante nella capitale. Uccide con un pugno una donna rumena. I carabinieri che vanno a prenderlo a casa per tradurlo in carcere vengono offesi e oltraggiati da una folla che alla vista del novello boxeur romano esplode in applausi e urla di incoraggiamento. Se le nazionalità dei protagonisti fossero state invertite avremmo avuto Gasparri e la Santanchè in prime time a reti unificate a gridare: "Gli immigrati sono criminali, Italia agli Italiani, Maometto era pedofilo (così, aggratis). Fortunatamente non è andata così e solo l'ennesimo uomo violento, criminale, maleducato e italiano che circola per le nostre strade
  2. Una ex collaboratrice di giustizia sciolta nell'acido. Questo per testimoniare che la mafia non esiste più. Ah per inciso: il governo che ha fatto di più contro la Mafia ha visto aumentare in maniera vorticosa, sotto il suo operato, il patrimonio delle Mafie italiane. Insomma arrestiamo la pelle morta per dare nuova vitalità ai pesci grossi con loro colleghi seduti a palazzo Chigi e con leggi contro le intercettazioni. Bravi, bel lavoro
  3. Dopo un periodo di duro lavoro per i giornalisti di casa Berlusconi (giornale e libero) alla ricerca delle cucine più amate dagli italiani ( a quanto pare anche quelli residenti all'estero e non solo in patria) si scopre che il nostro grandissimissimo premier, tramite una banca da trascorsi poco chiari e trasparenti, tramite l'ennesima off-shore e tramite l'aiuto di uno stato paradiso fiscale (per inciso questo governo oltre ad essere quello che ha combattuto di più la Mafia e quello che ha eliminato la piaga dei paradisi fiscali....per l'appunto) nella lontana antigua ha acquistato ad una cifra irrisoria delle ville dal valore molto più elevato. In questa faccenda c'è tutto: riciclo di denaro, banca non onesta, fuga nei paradisi fiscali, società off-shore, manca solo lo spacciatore colombiano ma non mettiamo limiti alla provvidenza (o meglio alla realtà).
  4. Ultimo, succoso, punto: Report pubblica la foto della carta d'identità di silvio Berlusconi. Cosa c'è che non va? Risulta domiciliato a casa della madre. I commenti li evito. Fate voi. Buona giornata


Vincenzo D'Onofrio

giovedì 7 ottobre 2010

“Mejo faccia tosta che panza moscia”







Nuovo articolo di Marco Galice






Le scene da tarallucci e vino sono quelle che sicuramente riescono meglio a questo Governo ed in cui in tanti riescono a sguazzarci con naturalezza e spontaneità quasi invidiabili. Con la differenza che stavolta, invece dei tarallucci, c’erano i rigatoni con la coda e la polenta. Perché così è finita quest’oggi, dopo una settimana di vagonate di insulti, alzate di scudi e invettive, la polemica nel centrodestra dopo l’ennesima e amorevole sortita di Bossi all’indirizzo dei romani. “Sono porci questi romani” aveva tuonato appena una settimana fa dal palco leghista di Lazzate il Senatur, scatenando l’indignata reazione di tanti compagni d’armi. “Questa volta Bossi ha veramente superato il segno – tuonava dal Campidoglio il Sindaco Gianni Alemanno – Ha insultato la Roma di oggi e quella del passato rispolverando una vecchia battuta da fumetto. Scriverò a Berlusconi per chiedere un suo intervento affinché i ministri tengano un atteggiamento istituzionale e politico più consono alla loro carica e più rispettoso del ruolo di Roma Capitale e della dignità dei romani”. Non da meno la Governatrice del Lazio Renata Polverini. “Sono vecchie battute che noi facevamo da bambini per scherzare, ma dette da un ministro della Repubblica non vanno bene – il suo commento – Bossi deve ritrovare sobrietà ed essere più sereno quando si esprime. Questa volta le sue parole sono un po’ più gravi delle altre perché non ha parlato ad una festa, dove tutti a volte alziamo un po’ i toni. Non abbiamo nulla da invidiare al nord come Lazio siamo in credito dal punto di vista fiscale e questo è un buon motivo per dire che le cose che ha detto Bossi, al di la del fatto che sono volgari, non sono nemmeno vicine alla realtà”. Qualcun altro, come la deputata romana Barbara Saltamartini usava toni anche più perentori. “Siamo stanchi delle battute di Bossi. Non è possibile abbandonarsi ogni giorno a offese grossolane contro la città di Roma”. Insomma fuoco e fiamme che oggi sono evaporate nel modo più squallido e sboccato possibile. Un grande tendone allestito davanti a Montecitorio, volontari padani e romani ai fornelli e tavola apparecchiata con pajata e polenta servita ad Alemanno, Bossi e Polverini, con quest’ultima che, evidentemente in un raptus di decoro istituzionale, ha deciso di portare alto il vessillo della Regione Lazio imboccando di rigatoni e coda il Senatur davanti a fotografi e telecamere. Pace fatta e tutto dimenticato insomma, con la santa alleanza Pdl e Lega Nord rinsaldata a suon masticate e bocche unte. E la gente che tira la cinghia per arrivare a fine mese? E tutte quelle persone affogate dalla crisi economica? E tutte quelle migliaia di cittadini, disoccupati, lavoratori in mobilità, cassintegrati che ogni giorno, come oggi, manifestano inascoltati a migliaia sotto Montecitorio perché rischiano seriamente di non avere più di che sfamare loro e i propri figli? Proprio davanti a loro doveva consumarsi questa sotto scena da cinepanettone dei fratelli Vanzina? Ma che messaggio si è voluto mandare oggi agli italiani per rivalutare quella politica sboccata e “magnacciona” da cui sempre più si allontanano gli italiani? Ma qual è la sensibilità politica e istituzionale di chi rappresenta ai massimi livelli le istituzioni italiane? Forse una sola frase si addice a questi fenomeni della politica: “Mejo faccia tosta che panza moscia”. Perché per loro la politica è davvero così.

Marco Galice

lunedì 13 settembre 2010

Ultime notizie da un paese sconclusionato





Sono molti i punti di interesse dell'attuale situazione politica: la situazione di fini ancora poco chiara in seno al Pdl, i dubbi a sinistra su chi dovrà essere il leader alle prossime elezioni, la mirabolante politica estera del premier.

1) Ma Fini, è uscito o no dal Pdl? Un sonoro e corposo "Boh" è l'unica risposta intelligente a questa domanda. La crisi sembrava irreparabile con le rispettive accuse di slealtà, la scoperta dell'acqua calda dei finiani quando parlano di leggi ad personam, la liberazione dei cani da guardia del premier (leggi: il giornale e libero) e tante altre scaramucce vere o presunte. La sensazione però è quella che tutto sia recuperabile. Il potere Berlusconiano che va ben oltre il semplice dominio politico è troppo affascinante per i mestieranti politici di destra che difficilmente vedono alternative tanto sicure e potenzialmente longeve.
Per quanto riguarda Fini c'é da dire che sta acquistando molto consenso. A destra è la speranza dei moderati stanchi della volgare deriva del Berlusconismo più becero. A sinistra non sono poche le simpatie per chi sta facendo (chissà quanto in maniera disinteressata) opposizione al "Cesare" di turno. La sensazione è quella che Fini sia capace di "morire" comunista se servisse alla sua ascesa. La memoria storica italiana, è risaputo, è molto corta. Gianfranco può approfittare di questo e dimenticare, con buona pace della coerenza, le idee di un tempo e le simpatie fasciste così presto dimenticate. Certo, in un paese che contempla l'esistenza di Capezzone queste sono quisquilie.

2) La sinistra è sempre più simile ad un puzzle. Tanti pezzi, alcuni ormai introvabili (leggi: comunisti). Altri che si incastrano bene tra loro e che permettono di vedere ora una porta, ora una finestra, ora un albero nel nostro sconclusionato puzzle. In rampa di lancio ci sono i più movimentati: l'idv e i grillini. Questi movimenti però conterebbero meno che zero senza i rispettivi "capi": Di Pietro e Grillo. Dietro ai disordini avvenuti ultimamente alla festa del Pd contro schifani sembrano esserci loro. Se non materialmente sicuramente con il loro appoggio, nemmeno troppo velato, assumano un ruolo di mandanti. In questo post vogliamo commentare le parole di Grillo: "La gente è stanca". Magari, diciamo noi. La realtà, purtroppo, non è questa. La gente è ancora saldamente nelle mani del Premier tramite le sue campagne mediatiche. Se si votasse ora, con Fini ancora al soldo del biscione, sarebbe nuovamente una sonora sconfitta per chi si oppone a Berlusconi. Non c'è niente da fare. Per assurdo, questi metodi non democratici dimostrati da parte della sinistra rischiano di fare il gioco della destra. Che sia stato un'incredibile autogol invitare schifani è chiaro ma fare queste dimostrazioni convincono di più i moderati di destra (quelli, per intenderci, più disponibili a non votare più Berlusconi) a rimanere dove sono. Grillo e Di Pietro muovono voti tra chi già è lontano dal premier. Se si vuole protestare contro il presidente del Senato avrebbe più senso fare un porta a porta per spiegare alla gente il senso della protesta: chi è schifani? Perchè non bisognerebbe votarlo? Invece no. Ricordiamo inoltre che anche se è un individuo di dubbia provenienza politica e sociale è comunque la seconda carica della nostra repubblica. Chi vi scrive nutre sempre la speranza di un cambiamento per questa nazione ma se non conquisteremo uno spirito democratico, dopo Berlusconi, ci sarà un altro come lui e gli italiani, impecoroniti, lo seguiranno (leggere a tal proposito un drammatico e tragico articolo di Veneziani sul giornale intitolato "Re Silvio"... da brividi)

3) Terzo punto: i doni di Dio. Sì signori. Il premier ha parlato di doni di Dio. Quale mai può essere simbolo dell'amore di Dio per noi se non il presidente del governo russo (ex presidente della repubblica) Putin? E certo: i 100 giornalisti russi uccisi da quando è al potere ringraziano sentitamente nostro signore per le pallottole e le torture. Inoltre, come dimenticare l'amicizia con il caro colonnello Gheddafi che ci ha "amichevolmente" minacciati: se non dovessimo dargli 5 miliardi di euro nei prossimi anni l'Europa diventerà nera. Che caro amico. Incredibile la capacità di trovare cattive compagnie del premier. Affinità intellettuale? Probabilmente. Di certo, a differenza di quello che dicono i giornali del padrone, non è una cosa di cui andare fieri. Penso che finito il Berlusconismo finiranno anche queste amicizie scomode. Alla faccia di pseudo vantaggi economici. Il denaro sporco di sangue è una vergogna. E dopo tutto, fino ad adesso, tutti sti soldi non si sono neanche visti.

4) concedetemi un altro punto. Una nota di colore, diciamo. Voglio condividere con voi la battuta (spero d'umorismo) di Capezzone su Fini: "Ha tradito i suoi elettori". Eccezionale, un comico nato. Voglio condividere anche un dubbio. Come avrà preso la Santanchè le parole di Gheddafi? L'Islam religione d'Europa. Wow. Avrà prevalso il suo essere razzista e quindi ha rifiutato con sdegno questa proposta o il suo essere schiava e quindi ha sorriso maliziosa all'amico del padrone? Ai posteri l'ardua sentenza.

Vincenzo D'Onofrio

giovedì 17 giugno 2010

Berlusconi è un comunista





Berlusconi è un comunista. Direte voi: "ha ottenuto la tessera di Rifondazione o dei Comunisti Italiani?" No, non sto parlando del movimento politico italiano. Parlo delle dittature asiatiche come la Cina e la Korea del nord. Berlusconi è come loro, un comunista della peggior specie. Per giustificare il provvedimento del suo governo sulle intercettazioni, provvedimento che permetterà il tranquillo proseguire di attività illecite del presidente del consiglio e di altri criminali e delinquenti italiani, ha affermato, durante l'assemblea di ConfCommercio, che gli spiati in Italia sono 7.5 milioni di persone. Un dato che, secondo il cavaliere, metterebbe in discussione l'idea stessa di democrazia in Italia. Sarebbe vero se il numero fornito dal premier non fosse una ridicola, patetica e infame balla. Gli intercettati in Italia sono un numero compreso tra le 20.000 e le 30.000 unità, numero incredibilmente inferiore a quello che ha sparato dal palco dell'assemblea (probabilmente dirà di essere stato frainteso per riproporre la stessa cifra tra qualche settimana). La deriva morale, politica e democratica di Berlusconi lo porta a sparare dati inventati dal suo cervello. Una menzogna così grande e così ingiustificabile è possibile dirla grazie ai problemi strutturali della nostra informazione. I media, già pesantemente al servizio di Berlusconi, in mancanza di un deontologico spirito giornalistico e di onestà intellettuale, non si permettono di obbiettare nemmeno di fronte a questa drammatica e oscena distorsione della realtà. I pochi network non in linea con il fronte governativo verranno orribilmente penalizzati da questa legge. Non potranno raccontare i fatti e tenere aggiornati i pochi non cerebrolesi di questo paese. Sì arriverà ad insinuare e capite benissimo che sarà facile opporsi ad accuse di illeciti senza le giuste prove. La classe dirigente di questo paese, già pesantemente orientata al crimine e al disprezzo completo delle regole del vivere civile, sguazzerà indisturbata nell'illegalità e nell'ingiustizia. Saremo informati dai dati sballati di Minzolini (ma Romani ritiene il Tg1 adatto per informarsi, e se lo dice lui...) e i casi Anemone, delle speculazioni sul terremoto, delle escort (leggi prostitute) pagate a nostre spese, delle case acquistate a due soldi saranno nascosti per bene all'opinione pubblica. Che dire? Solo dalle dittature sopra citate ci si può aspettare leggi del genere. L'Europa non si illuda. Questo sarà l'andazzo della nostra povera Repubblica e se ragionate bene il detto "La Cina è vicina" non è cosi strano.
Vincenzo D'Onofrio

martedì 15 giugno 2010

Buio pesto




La situazione è davvero imbarazzante. Potremmo partire dall'economia, dalla disoccupazione, dalla deriva morale del paese, da Renzo Bossi e il suo stipendio da 10.000 euro con tre maturità mancate in due anni. Decidete voi. In questo periodo la legge Bavaglio è osteggiata, giustamente, da gran parte dell'opinione pubblica (viva Dio) ma troppo spesso i dati sciagurati di questo governo vengono tralasciati. La finanziaria ha inflitto un colpo mortale alla cultura italiana, alla ricerca scientifica e ha penalizzato in maniera iniqua gli statali, forse gli unici in questo paese che pagano le tasse in maniera regolare. I ricchi non vengono toccati, probabilmente perchè il governo ha voluto ingraziarsi nuovamente gli "amici". Qualche imprenditore, banchiere, qualche puttana. Rimangono infatti tranquilli gli evasori di questo paese. Vera zavorra di questa strana repubblica. Segnalo lo sconcertante articolo del corriere sui condoni edilizi a Roma. Un provvedimento del precedente governo Berlusconi, emblematico sulla continua ricerca dell'illegalità dell'esecutivo per favorire questo o quell'amico. I casi Anemone, Protezione civile, non devono sorprendere. "Si mangi il più possibile" questo è il motto di questa classe dirigente. A questo punto però mi chiedo fino a quando, Italia, sopporterai tali nefandezze. Fino a quando permetterai che questo governo ti deturpi il volto con queste sciagurate manovre. Fino a quando permetterai che i tuoi figli vengano lasciati nell'oblio. Fino a quando permetterai che i delinquenti tappino le ali alla crescita della nazione. Perchè il futuro di chi lavora onestamente deve essere così pericolosamente minacciato da chi non ha il benché minimo senso di democraticità e senso civile? Svegliati Italia, la notte incombe.
Vincenzo D'Onofrio

venerdì 7 maggio 2010

D'Alema l'indifendibile




Articolo di Marco Galice su Massimo D'Alema



"Il Pdl senza L” è la pungente etichetta con cui Beppe Grillo ama definire il Partito Democratico. Il perché di questa definizione che fa sovente irretire molti militanti del Pd credo trovi magistralmente risposta nella furibonda contesa che ha visto protagonista martedì sera a Ballarò Massimo D’Alema con il Vice Direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Persona a mio avviso irritante per la sua perenne ed adulante difesa di Berlusconi ed il suo inconsistente giornalismo, ma che martedì sera ha avuto il merito di far esplodere nel vero senso della parola una di quelle plateali contraddizioni nella sinistra “democratica” italiana che tanti consensi ha fatto e continua a far perdere tra gli elettori. Perché quella di D’Alema è stata davvero una figura meschina. Non solo per la veemente offesa gridata in diretta a Sallusti, un “vada a farsi fottere” degno del più vigoroso e smagliante La Russa, ma perché nel merito della diatriba scatenatasi l’ex Presidente del Consiglio ha preteso di arrogarsi una imbarazzante ragione che ragione non può essere.
Messo spalle al muro da Sallusti circa il suo bell’appartamento ottenuto in locazione ad equo canone da un ente pubblico a metà anni 90’, si è difeso nel tipico stile berlusconiano e pidiellino gridando ai quattro venti che non c’era niente di illegale in quell’affitto ad equo canone con cui si garantiva una comoda e spaziosa casa. Più o meno, guarda caso, la stessa difesa ululata pochi minuti prima dai vari esponenti del centrodestra ospiti in studio per difendere il dimissionario Scajola; e la stessa identica giustificazione urlata dallo stesso Ministro per motivare quella casa con vista Colosseo acquistata sottocosto. ha ripetutamente affermato in questi giorni Scajola. gli ha fatto eco D’Alema a Ballarò.
Non c’è alcun reato, infatti. C’è una questione morale, tuttavia, grande come un macigno, nel momento in cui Scajola, anche appurato che la sua casa non sia stata acquistata in nero, ha visto agevolato l’acquisto della sua abitazione in virtù della sua potente carica politica e dei suoi rapporti con alcuni palazzinari; e c’è una questione morale nel momento in cui D’Alema, con il lauto stipendio da parlamentare, ha utilizzato ad equo canone un appartamento assegnatogli da enti pubblici mentre giovani lavoratori o disoccupati facevano la fame per pagarsi l’affitto o il mutuo della loro molto più modesta casa.
Questo è il punto. La moralità che tanti, troppi politici invocano e pretendono ma che scivola letteralmente sotto le scarpe quando si tratta di doverla sposare in prima persona. E’ morale, vorrei chiedere a D’Alema, con lo stipendio da deputato ed il reddito a cinque zeri che dichiara, aver usufruito di un appartamento dato in locazione da un ente pubblico a un prezzo stracciato mentre allora come oggi milioni di italiani, anche suoi elettori, arrancano per arrivare a fine mese? E’ stato un comportamento esemplare e coerente ai principi per i quali la sinistra, o quello che ne è rimasto, ad ogni elezione chiede consenso e fiducia a chi vive tra indescrivibili difficoltà lavorative, abitative, sanitarie, sociali?
Nel corso della trasmissione il Sindaco di Firenze Renzi è stato sublime quando ha messo a tacere Lupi che si ostinava a strombazzare giustificazioni per Scajola. gli ha seraficamente detto. Parole sante, che andavano però rivolte anche a D’Alema, sedutogli proprio accanto. Perché anche lui <è indifendibile>. Ma a quanto pare nessuno nel Partito Democratico se ne rende conto. Anzi, ancora lo si manda in televisione a rappresentare il popolo del centrosinistra. In che cosa lo rappresenti francamente mi sfugge. Non mi sfuggono invece, e purtroppo, i pezzi che la sinistra italiana continua a perdere grazie a politici come lui.

Marco Galice

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venerdì 23 aprile 2010

Destra contro destra.




Nuovo post di Vincenzo D'Onofrio


Il duello Berlusconi-Fini sta assumendo dei contorni davvero affascinanti. Le considerazioni che si possono effettuare in merito sono innumerevoli. Per prima cosa non si può non notare come la pace e l'amicizia tanto declamata all'interno del partito dell'amore è una mera utopia. I toni si sono alzati e tra le due anime del pdl è scoppiata una guerra combattuta molto sui nervi e, permettetelo, sulle poltrone nella stanza dei bottoni. Naturalmente chi pensa che questa possa essere uno scontro ideologico su problemi del paese è un idealista. Anche un po' sciocco aggiungerei. Detto questo non possiamo non analizzare la nuova politica finiana. Molti si sorprendono delle uscite del "compagno" Fini. Addirittura a sinistra si parla di una nuova speranza nata dagli scontri del presidente della Camera con il leader maximo della destra italiana. Io non sono così fiducioso e ottimista. Il motivo di queste prese di coscienza di Fini e della sua parte politica è il fallimento della sinistra. La gente non è diventata fascista tutta ad un tratto. Nell'animo (forse molto in profondità) rimane una coscienza civile e democratica a cui la sinistra e in primis il pd doveva appellarsi. Non avendolo fatto si è creata una voragine immensa dopo si sono tuffati gli ex AN. Quello spazio era di facile conquista per i post-comunisti(attenzione a questo termine) ma negli ultimi anni sta crescendo lì una destra moderata che, nonostante le origini, vuole conquistare quei valori e idee che dovrebbero essere nel bagaglio culturale e politico di un riformista. Questo scontro con Berlusconi è solo una naturale conseguenza. I valori di cui sopra non possono convivere con quelli di una destra xenofoba e populista del binomio Berlusconi-Lega. E' Triste in tutto questo che invece di una concreta campagna di opposizione dobbiamo sperare in un disfacimento interno. Al massimo godiamoci il delizioso spettacolo offerto dai contendenti. Sicuramente è più interessante dei pollai che si vedono nei programmi della De Filippi

Vincenzo D'Onofrio

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venerdì 9 aprile 2010

Silvio Orwell - 2010






Nuovo post di Vincenzo D'Onofrio


Dopo la vittoria delle destre alle ultime elezioni regionali abbiamo potuto analizzare dei dati sull'andamento dell'economia della nazione. Leggere i risultati di questo successo della lega e del berlusconismo alla luce di questi numeri, tutti incredibilmente drammatici, rende ancora di più un rompicapo la realtà della società italiana. In qualsiasi paese civile al mondo, un governo autore di politiche così sciagurate, sarebbe stato severamente punito ad ogni tornata elettorale prevista. Il governo Berlusconi invece non conosce sconfitta. Riscuote continuamente un successo clamoroso. Forse stiamo esagerando in questa analisi? Vediamoli questi dati:
- nell'ultimo trimestre del 2009, in valori correnti, il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre la spesa delle famiglie si è ridotta dell'1,9 per cento. Si tratta della riduzione più importante a partire dagli anni '90. (fonte Istat)
- disoccupazione a livelli storici La più alta dal 1994
- il pil in caduta libera, mai così male dal 1971
- La pressione fiscale più alta della storia, pari solo a quella raggiunta per entrare a far parte dei paesi con la moneta unica.
Dati allarmanti, altro che ottimismo. Eppure il consenso di questo governo cresce. Il "migliore premier degli ultimi 150 anni" continua ad esaltare la sua figura e invece di ricevere pomodori marci in faccia riceve applausi e inni. Ma perchè?
Due cose mi hanno colpito: durante la manifestazione in Piazza San Giovanni il premier interrogava in continuazione la folla su domande sulla sinistra: Volete una sinistra che alzi le tasse?" Il suo popolo rispondeva convinto con un No. L'altra, sempre durante la manifestazione: da una finestra spunta una bandiera rossa e un manifestante grida: ci avete messo in ginocchio. Alla luce dei dati sopra riportati e considerando che esclusi due anni in cui la sinistra ha governato senza eccedere nel numero dei provvedimenti legislativi a causa della famosa legge porcata e quindi che nel 2013 su dodici anni avremo 10 di governo ininterrotto di Berlusconi come è possibile che si abbia questa percezione? Bisogna ricordare anche gli effetti della devastante legge 30 che ha portato in Italia il precariato che sta sfasciando il futuro di molti giovani. Questa legge sembra ci sia da sempre al contrario è un provvedimento recente (del precedente governo Berlusconi). Dalla mente dei cittadini queste cose non ci sono. Perchè? La causa sono i metodi propagandistici che dal 2006 in poi sono cresciuti come mole nelle tv, nei giornali e nei principali media e hanno fatto breccia in un opinione pubblica sempre più senza i mezzi necessari per discernere e per farsi un'idea chiara ed indipendente. Questo paese sembra sempre più un romanzo partorito dalla mente di George Orwell. Il termine "il partito dell'amore" ricorderà sicuramente qualcosa a chi ha letto 1984 dove i ministeri del governo vengono chiamati il "ministero dell'amore", il "ministero della verità", ecc ecc. Il protagonista del libro lavora nel ministero della verità dove si occupano di modificare le notizie affinché il popolo creda che la realtà in continua evoluzione sia la stessa da anni. Così in Italia basta un premier con le sue televisione che afferma che la sinistra è l' Emmanuel Goldstein di questa nazione per poter rovinare i conti dell'economia del paese, fare i provvedimenti necessari per salvarsi dai procedimenti giudiziari a proprio carico e per poter affermare di essere il miglior premier degli ultimi 150 anni quando molto più probabilmente è uno dei peggiori della storia di questa problematica nazione. Invito tutti a leggere 1984 di Orwell. Questo capolavoro della letteratura vi colpirà con numerosi e pericolosi paralleli con la nostra realtà. Buona lettura e soprattutto buona fortuna

martedì 23 marzo 2010

A volte ritornano




Nuovo post di Marco Galice su vecchie conoscenze


Chi si ricorda dell’On. Cosimo Mele? L’integerrimo deputato dell’Udc, tutto casa e chiesa nei suoi comizi elettorali, lanciatore di strali contro le droghe e la prostituzione dai banchi del Parlamento e poi finito agli onori della ribalta nell’estate del 2007 per aver trascorso una notte presso l’Hotel Flora, a Roma, in compagnia di due prostitute, una delle quali fu ricoverata d’urgenza in ospedale per un malore dovuto con tutta probabilità ad un eccessivo consumo di cocaina. On. Mele che, già arrestato il 5 gennaio 1999 con l'accusa di aver ottenuto, mentre era vicesindaco di Carovigno, tangenti in cambio di favori nell'assegnazione di appalti pubblici e assunzioni (l’inchiesta non è ancora conclusa), fu iscritto dopo questo episodio nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Accusa da lui sempre negata.
Fatto sta che dopo l’imbarazzante episodio a luci rosse Mele fu costretto a dimettersi dall’Udc (ma non da parlamentare) il cui allora Segretario Lorenzo Cesa trovò comunque il coraggio di proporre un ulteriore vitalizio ai deputati per consentire l’avvicinamento delle loro famiglie a Roma onde evitare il rischio di pruriginose tentazioni dei poveri maritini lasciati soli nella Capitale…
Ebbene, sorpresa delle sorprese, incurante della mirabile figura collezionata gli occhi degli italiani, evidentemente senza alcun senso di imbarazzo e di vergogna, il mitico Cosimo Mele ritorna lindo e splendente alla carica e, per la serie a volte ritornano, lo ritroviamo candidato alle elezioni regionali della Puglia nella lista “Io sud” che sostiene la candidata Presidente Adriana Poli Bortone, sostenuta peraltro dallo stesso Udc. Del resto un eventuale stipendio da consigliere regionale non è certo da buttare e, per ottenerlo, chi se ne frega di moralità, coerenza e valori. E a tal proposito sarebbe proprio curioso sapere cosa racconta ai suoi elettori Cosimo Mele durante i suoi comizi elettorali.

mercoledì 27 gennaio 2010

Saggezza popolare




Analisi in tre punti di Vincenzo D'Onofrio

Punto 1

Voglio parlare di una persona che è incappata nel classico detto: "Fatti i fatti tuoi e campi cent'anni". La persona in questione è Guido Bertolaso. Quest'uomo che fino a pochi giorni fa era spacciato per un eroe dal nostro governo è stato impietosamente bacchettato neanche fosse colui che ha provocato la crisi economica internazionale. Si possono fare alcune considerazioni:
- quello che fai nella vita non è mai abbastanza e basta un alito di vento per far dimenticare ciò che di buono hai fatto.
- se dovessero dipingere la nostra nazione dopo questa vicenda l'immagine migliore sarebbe quella del barboncino con un guinzaglio. Non so se Bertolaso avesse ragione ma ha fatto una dichiarazione importante, immagino dettata dalla sua esperienza nel campo delle emergenze. Questo non è piaciuto allo zio Sam che ne ha chiesto subito la testa. I nostri rappresentanti, fieramente, hanno sbattuto i talloni, hanno raddrizzato la schiena e hanno eseguito senza fiatare. Bella prova di orgoglio nazionale. Succubi degli Usa? Yes we can, come sempre.

Punto 2

Memorabile prestazione dell'onorevole Barbareschi. Famoso per aver definito lo stipendio da parlamentare "non sufficiente" per il suo sostentamento e per la sua lotta contro internet a favore del diritto d'autore è incappato anche lui in un altro famoso detto: "chi predica bene razzola male". Nella sua trasmissione di cui mi onoro di ignorare il titolo si è reso protagonista di un furto bello e buono ai danni del blog Spinoza.it baluardo della satira web in Italia. Alcune delle battute degli utenti sono state utilizzate dagli autori del programma (di cui quattro sono sedicenti membri del forum di Spinoza). Barbareschi ha subito recitato la parte dell'indignato dalle polemiche. Ha infatti affermato: "Ma come, quando ho fatto la proposta di legge per il diritto d'autore per far pagare chi distribuisce nel web materiale prodotto da altri il popolo della rete è insorto e ora che ho fatto la stessa cosa ma al contrario ci sono tutte queste polemiche?" Ci vorrebbe un applauso. Bisognerebbe spiegare all'onorevole che spesso ciò che viene immesso nella rete contrasta un mercato con prezzi esorbitanti dove le case di produzione, le televisioni e i vari network lucrano sugli artisti o forti della loro posizione impongono mercati poco concorrenziali e con scarsa offerta di contenuti costringendo l'utenza a pagare troppo per i prodotti migliori. Lui invece ha approfittato di materiale gratuito per arricchirsi personalmente (riceve uno stipendio da La7 per questo spettacolo). Prendiamola come una provocazione ma penso che la causa di tutto sia una carenza di idee. Serviva la polemica per farsi pubblicità. State tranquilli però: in poco tempo cadrà nell'oblio mediatico che tale trasmissione merita

Punto3

Trovo sempre interessante quando in Italia si parla di piano casa, ponti sullo stretto, condoni edilizi e poi puntualmente per un terremoto, per una fuga di gas o per un difetto strutturale case intere vengono giù come castelli di carta portandosi con loro vite umane. Gli esempi si sprecano: L'Aquila, perchè la terra non uccide nessuno ma sono le case costruite senza leggi antisismiche che ammazzano la gente; Messina, perchè forse lo avete dimenticato ma c'è stato qualche problemino anche li per qualche pioggia di troppo; Favara, l'ultimo in ordine di tempo dove due bambine si sono viste portare via le loro giovani vite a causa dell'incuria dell'uomo. In Italia servirebbe una politica seria sull'edilizia, sulla ristrutturazione degli immobili nei centri abitati, una lotta concreta contro l'abuso edilizio. Invece politici senza scrupoli, a livello locale e nazionale, permettono lo sfacelo dei nostri centri, dei nostri paesi, delle nostre case. Alla ricerca di consensi o di qualche voto in più non si rendono autori di politiche efficaci per la salvaguardia del territorio e mentre continuano con le loro sfavillanti promesse, tra l'altro puntualmente disilluse, la nazione crolla come un muro vecchio e pericolante e la situazione va sempre più peggiorando. Verrebbe da dire "dalla padella alla brace".

Vincenzo D'Onofrio

mercoledì 20 gennaio 2010

Ma perché riabilitare Bettino Craxi?




Il nuovo pezzo di Marco Galice sulla beatificazione in atto dell'ex leader del psi


Ma perché riabilitare Bettino Craxi? A parte il buonismo, il riflusso emotivo e le rivincite ideologiche, quali sono le vere ragioni politiche e morali per rivalutare oggi l’uomo, chiedendone come a Milano e in tante altre città l’intitolazione di vie e piazze? Che cosa ha prodotto di positivo e incancellabile per il Paese, tanto da rendersi opportuno un omaggio imperituro?
Si dice, in particolare, che è stato uno strenuo avversario del comunismo sovietico e delle sue degenerazioni dittatoriali, che è stato tra i più convinti sostenitori della causa palestinese, che ha avuto il coraggio di opporsi all’arroganza americana nella rovente vicenda dell’Achille Lauro, che sostenne apertamente l’ingresso del nuovo Pds nel Partito socialista europeo. Si tratta a ragione veduta di meriti reali che gli vanno senza dubbio riconosciuti ma che, nel ragionamento complessivo, somigliano tremendamente, con i dovuti paragoni, alle motivazioni che tanti nostalgici del ventennio utilizzano per riabilitare Mussolini: ha bonificato l’Agro pontino, ha cambiato la Lira a quota 90, ha incentivato la produzione industriale italiana, faceva arrivare puntuali i treni…
Basta questo oggi per riabilitare la figura di Bettino Craxi, definendolo un grande statista per la sua politica riformatrice del Paese? Basta questo a cancellare o ignorare il peso più vergognoso che grava sulla sua persona, ovvero quello di pregiudicato e corrotto? Non sono i pregiudizi politici ad affermarlo ma i fatti storici: la condanna definitiva a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e quella a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese; a queste si aggiungono le sentenze in appello cadute in prescrizione per la sua morte: 4 anni e una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian; 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel; 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione; 3 anni in appello bis per il caso Enimont. N
Non sono forse la corruzione e il degrado morale il peggior fallimento per un politico? La peggiore macchia che niente e nessuno può cancellare nel momento in cui un uomo si mette al servizio del Paese? Tutto questo non si può ignorare né cancellare. Né si può tentare di farlo invocando gli eccessi e gli errori giudiziari di Tangentopoli, su cui è pur lecito aprire una riflessione, dato che come dimostrano le sentenze non ci furono certo errore ed eccesso nei confronti dell’ex segretario socialista. Oltre alle condanne, si possono infatti negare a Craxi pesanti e dirette personalità nella crisi morale della politica, nella corruzione del suo sistema, nel degrado delle istituzioni negli anni in cui ha ricoperto i più alti incarichi di partito e di Governo? Proprio lui che questa corruzione l’ammise candidamente in un suo memorabile intervento nelle aule del Parlamento? E per quali meriti allora si celebra oggi la sua figura di statista? Si dice per la sua politica riformatrice che favorì il secondo boom economico dell’Italia negli anni ’80. Ma è proprio su questo aspetto che vale la pena una riflessione, perché è proprio in quei suoi quattro anni consecutivi di Governo che il debito pubblico passò da 234 a 522 miliardi di euro (dati valuta 2006) e il rapporto fra debito pubblico e Pil passò dal 70% al 90%. Una voragine che oggi ci portiamo dietro come un macigno e che sta irrimediabilmente condizionando la vita delle giovani generazioni. E fa sorridere oggi ascoltare i riabilitatori di Craxi, da Berlusconi a Cicchitto, da Bonaiuti a Tremonti, passando per buona parte degli stati generali del Pdl, lamentare costantemente la difficile situazione economica dell’Italia per il “grande debito ereditato a causa di chi ha governato prima di noi”. E chi è che "ha governato prima di loro"? Non sono stati forse Craxi ed il pentapartito a gestire allegramente in quegli anni i conti pubblici con le baby pensioni, le assunzioni pubbliche a valanga, le lottizzazioni, a far saltare in aria gli equilibri economici del Paese e a provocare in larga parte quella voragine di debito che ci troviamo? Non sono stati loro a lasciargli questa eredità? Ma soprattutto, in quali partiti militavano gli attuali accusatori del debito pubblico ereditato? E’ memoria storica inestinguibile la militanza in quegli anni di Cicchitto, Bondi, Tremonti, Brunetta e dell’80% dei dirigenti del Popolo delle Libertà nel Psi, nella Dc, nel Pli, nel Pri e nel Psdi. E Berlusconi? Per chi mai votava in quegli anni? Quale partito e quali politici sosteneva negli anni della corruzione e del debito pubblico? Le sue responsabilità, e quelle di chi oggi siede al Governo dopo essersi rifatto una verginità politica con cui si pretende spogliato della sua cogestione del potere negli anni ’80 e delle scelte politiche che oggi ci lasciano un Paese in ginocchio, sono eloquenti. Si possono forse nascondere agli occhi degli italiani, come tante cose e vergogne si sono nascoste purtroppo nella nostra storia repubblicana, ma non si possono certamente cancellare.

Marco Galice

martedì 20 ottobre 2009

Grazie Tremonti




L'Unità di oggi ha pubblicato una foto di Tremonti a tutta pagina con su scritto a caratteri cubitali: "Comunista". Be, l'uscita del ministro dell'economia è davvero sorprendente. Che voglia imitare Fini nell'essere uno dei pochi in Italia a dire cose di sinistra? Di certo frasi del genere non ce le aspettiamo più dal PD troppo impegnato nelle lotte interne per guardare alla situazione del paese e nemmeno dalla sinistra extraparlamentare occupata non sappiamo in che cosa ma comunque in maniera che non interessa o addirittura infastidisce la gente. Nelle parole di Tremonti, però, c'è qualcosa in più. Definire la mobilità non adatta a questo paese rivela un pensiero più profondo ovvero che i sistemi politici non possono attecchire ovunque e quello che funziona altrove non è detto che funzioni in casa nostra. Senza contare che alla legge Biagi non sono seguiti accorgimenti che, negli altri paesi, fanno si che il lavoro flessibile sia una cosa seria. Ritengo la legge 30 (meglio chiamarla cosi per non offendere la memoria del povero Biagi) la peggiore eredità che ci lascerà l'era Berlusconiana. Intere generazioni di giovani hanno visto il loro futuro spegnersi tra progetti rinnovati ogni sei mesi destinati a terminare, assicurazioni che non hanno mai funzionato e una pensione che ora come ora è solo un miraggio. Il progetto di una vita migliore per molti italiani è utopistico. La legge in questione ha una responsabilità enorme e con lei, naturalmente, coloro che l'hanno promulgata. Di questo però non si parla. In Italia ci si occupa di altro e queste notizie o riflessioni non passano e sembra che il problema non esista. Va dato quindi atto a Tremonti di aver aperto una discussione importantissima. Brunetta e la Marcegaglia sono già intervenuti bollando il lavoro fisso come "ritorno al passato". Direi che se questo è il futuro c'è da preoccuparsi e se proprio dobbiamo guardare ad altri paesi cerchiamo di capire perchè negli Usa un semplice fattorino possa ambire a migliorare la sua posizione mentre in Italia chi nasce impiegato muore impiegato. Diamo un senso alla meritocrazia togliendo questa parola dalla bocca di chi protegge le alte sfere in modo che sia un'attività clientelare a decidere chi può ambire ad una scalata sociale. Insomma, dietro alle parole di Tremonti si apre una voragine che in molti non vogliono riempire ma con cui dobbiamo fare i conti. Non so se Tremonti voleva tutto questo ma comunque non ci resta che ringraziarlo. Grazie Tremonti

Ps Riprendiamo con una novità. Ragioni Italiane da oggi è su Twitter. questo è l'indirizzo dove potete seguirci: http://twitter.com/ragionitaliane. Lo terremo aggiornato e anche su questo blog scriveremo più spesso. Alla prossima

lunedì 12 maggio 2008

Domande pericolose

Il caso del giorno, dibattuto da tutti i giornali, è quello che riguarda Marco Travaglio e le dichiarazioni fatte a Che tempo che fa su Renato Schifani. Non intendo discutere in se i fatti, tra l'altro, gia ampiamente illustrati da tutti i media nazionali; voglio invece parlare della comunicazione in Italia e di quello che si può o non si può dire. Poniamo che quello che asserisce Travaglio sia vero: non è doveroso discuterne affinchè i cittadini siano messi a conoscenza delle vecchie amicizie del neo Presidente del Senato? Non è necessario sapere quello che faceva in precedenza una persona cosi importante per il paese? In Italia sembra un delitto il solo porre domande all'uomo di potere, sia di destra che di sinistra. Grillo accusa la stampa di essere serva della politica e questo caso sembra dargli ragione. Nessuno ha indagato o chiesto chiarimenti all'onorevole Schifani e l'insabbiamento del suo, a quanto pare, torbido passato non ha indignato nessuno. Gli indignati sono i politici, anche quelli di opposizione ma non certo per il passato del "buon" Renato ma perchè Travaglio ha attaccato in maniera vile il Presidente del Senato "minando al dialogo" tra le varie forze politiche. Nei paesi civili le carriere politiche traballano per molto meno e i giornalisti sono i custodi dell'onesta della politica. Non si può sbagliare altrimenti si viene annientati. Nella nostra nazione, però, questo non esiste e se all'estero si cerca di nascondere fatti gravi che potrebbero danneggiare la propria figura politica qui si fa tutto alla luce del sole, tanto sarà la stampa a non fare le domande scomode di cui avere paura. Giornalisti come Travaglio andrebbero tutelati. La loro indipendenza è un bene per l'Italia. Il porre delle domande o segnalare situazioni gravi è necessario per la democrazia. Sarà dovere degli interessati negare e difendersi e solo quando sarà provata l'insussistenza della notizia attaccare "il vile" in questione.
Vi invito a leggere il blog di Di Pietro e di Travaglio sull'argomento