
Vincenzo D'Onofrio sul caso Bertone
Non facciamo in tempo a scrivere un articolo sulle vergognose dichiarazioni di Frattini che il cardinal Bertone ci stupisce dal Cile con una dichiarazione che più che farci indignare ci sorprende per il basso tenore culturale e psicologico. Facciamo una premessa: chi vi scrive è profondamente religioso. Ogni domenica va ascoltare messa, fa della lettura quotidiana della Bibbia un principio irrinunciabile. Insomma la sua fede lo ha formato nelle idee e nella personalità. Eppure questa fede lo rende una persona lontana da questa Chiesa cattolica. Io sono contrario aprioristicamente ai dogmi, che siano essi politici, culturali, religiosi. Il Vangelo mi ha insegnato ad avere un rispetto incommensurabile per la persona. Mi ha sempre colpito la figura di Gesù oltraggiata al suo tempo perchè frequentatore assiduo di prostitute e peccatori, nonché per i metodi scelti per l'evangelizzazione (passatemi il termine improprio) di questa gente come ad esempio a cena bevendo vino, fianco a fianco con i peccatori. Gesù, chi riteneva in errore, lo frequentava, andava a casa sua, lo redarguiva con parole di speranza ed amore.
Ieri invece abbiamo assistito ad una miserabile sceneggiata di un suo sedicente successore. La Chiesa cattolica sta attraversando un brutto periodo e questo perchè si ritrova a fare conti con suoi (gravissimi) errori che non può più coprire, come nei tempi del medioevo, con il suo pregnante potere sulle coscienze dei suoi sudditi (qui il termine è assolutamente corretto). In questa situazione di imbarazzo e di difficoltà inizia a muoversi come l'uomo che sta annegando che si appiglia a tutto e a tutti cercando di far annegare qualcun altro con lui per la foga di salvarsi. Dopo il puerile attacco al New York post che accusava il Vaticano duramente in merito alla faccenda della pedofilia, dove si è tornati a nominare complotti sionistici che non si sentivano dagli anni '30 del secolo scorso in Germania e in Italia, il cardinal Bertone ha detto che la pedofilia non è conseguenza del celibato e quindi della perversione degli istinti repressi dalla condizione di questa imposizione ma che è una conseguenza dell'essere omosessuali, nominando a testimonianza di ciò uno studio scientifico di cui, sinceramente, nessuno ha memoria.
Questo attacco gratuito, stupido, senza senso e disperato non ci indigna. Sì, non ci provoca rabbia ma solo tanta pietà. Pietà per un uomo che non ha le capacità intellettuali e forse intellettive per capire l'oscenità delle sue convinzioni ancestrali. Questa gravissima uscita deve farci capire che bisogna riflettere sulla autorevolezza, spesso del tutto autoreferenziale, di questi uomini. Un'idea cosi povera e soprattutto malvagia, si scontra contro le finalità spirituali e religiosi che l'istituzione Chiesa ha sempre sostenuto di seguire. Parlo da fedele deluso e offeso. Fedele che rimane tale per MT 23, 1-12 (che vi invito a leggere con attenzione quale manifesto di una fede che reputo giusta e sana). Ritengo che sia giusto, ormai, ritenere l'influenza della Chiesa valevole solo per la sfera privata delle persone che si considerano suoi adepti. Come il sottoscritto. Cercando di far diminuire gradualmente l'influenza pubblica. I metodi e le politiche di questa istituzione sono cresciute meno di quello che si creda e il progresso dell'umanità, della società civile e dei diritti dei singoli rendono alcune uscite e alcuni modi di fare non adatti a questa società. Spesso attacchiamo altre religioni per alcuni aspetti: il velo nell'islam, il divieto di trasfusioni nei testimoni di geova, ecc. Ma anche queste convinzioni dovrebbero essere messi sullo stesso piano. Capiamo insieme che la sfera religiosa deve essere relegata nella sfera privata di ognuno di noi con le giuste garanzie. Essere laici deve essere un principio indissolubile di ogni cittadino. Considerando l'essere laico (in senso stretto) uno status connaturale di ogni membro della società. Solo così potremo renderci conto, da cittadini e da fedeli, che questa gente sbaglia in quanto uomini. Sarà condizione fondamentale del perdono ma se questa condizione manca è difficile accettare errori tanto stupidi