giovedì 12 agosto 2010

Il governo traballa



Il governo traballa. Quanto è positiva o negativa questa notizia? E' un bene o è un male il fantasma di nuove elezioni? Perchè, tranne il Pdl, chiedono un governo tecnico? Semplice: le elezioni immediate sarebbero comunque un vantaggio per Berlusconi. Votare con il sistema elettorale, famoso come il porcellum, voluto da Calderoli garantirebbe o una nuova vittoria del duo Silvio-Bossi oppure una risicata vittoria dei suoi rivali che dovrebbero ricorrere ad improbabili accordi pre-elettorali tra forze politiche eccessivamente eterogenee. Un governo tecnico garantirebbe, o almeno si spera, la modifica della legge elettorale e quindi delle regole più giuste e chiare. Magari con la possibilità per i cittadini di scegliere direttamente i rappresentanti senza dover fare affidamento alle ottiche dei partiti. Per il resto, sperare in una super coalizione che vada da Vendola a Fini lascia tutti basiti a testimonianza di una trasformazione totale della geografia politica italiana. Sarebbe chiaro, a quel punto, l'intenzione di chiudere l'epopea berlusconiana (ma è davvero possibile?). Rimane però, in chi vi scrive, il dubbio che dietro alle alleanze, agli accordi e agli inciuci rimanga poco spazio per i reali bisogni del paese e della sua gente.

Vincenzo D'Onofrio


giovedì 17 giugno 2010

Berlusconi è un comunista





Berlusconi è un comunista. Direte voi: "ha ottenuto la tessera di Rifondazione o dei Comunisti Italiani?" No, non sto parlando del movimento politico italiano. Parlo delle dittature asiatiche come la Cina e la Korea del nord. Berlusconi è come loro, un comunista della peggior specie. Per giustificare il provvedimento del suo governo sulle intercettazioni, provvedimento che permetterà il tranquillo proseguire di attività illecite del presidente del consiglio e di altri criminali e delinquenti italiani, ha affermato, durante l'assemblea di ConfCommercio, che gli spiati in Italia sono 7.5 milioni di persone. Un dato che, secondo il cavaliere, metterebbe in discussione l'idea stessa di democrazia in Italia. Sarebbe vero se il numero fornito dal premier non fosse una ridicola, patetica e infame balla. Gli intercettati in Italia sono un numero compreso tra le 20.000 e le 30.000 unità, numero incredibilmente inferiore a quello che ha sparato dal palco dell'assemblea (probabilmente dirà di essere stato frainteso per riproporre la stessa cifra tra qualche settimana). La deriva morale, politica e democratica di Berlusconi lo porta a sparare dati inventati dal suo cervello. Una menzogna così grande e così ingiustificabile è possibile dirla grazie ai problemi strutturali della nostra informazione. I media, già pesantemente al servizio di Berlusconi, in mancanza di un deontologico spirito giornalistico e di onestà intellettuale, non si permettono di obbiettare nemmeno di fronte a questa drammatica e oscena distorsione della realtà. I pochi network non in linea con il fronte governativo verranno orribilmente penalizzati da questa legge. Non potranno raccontare i fatti e tenere aggiornati i pochi non cerebrolesi di questo paese. Sì arriverà ad insinuare e capite benissimo che sarà facile opporsi ad accuse di illeciti senza le giuste prove. La classe dirigente di questo paese, già pesantemente orientata al crimine e al disprezzo completo delle regole del vivere civile, sguazzerà indisturbata nell'illegalità e nell'ingiustizia. Saremo informati dai dati sballati di Minzolini (ma Romani ritiene il Tg1 adatto per informarsi, e se lo dice lui...) e i casi Anemone, delle speculazioni sul terremoto, delle escort (leggi prostitute) pagate a nostre spese, delle case acquistate a due soldi saranno nascosti per bene all'opinione pubblica. Che dire? Solo dalle dittature sopra citate ci si può aspettare leggi del genere. L'Europa non si illuda. Questo sarà l'andazzo della nostra povera Repubblica e se ragionate bene il detto "La Cina è vicina" non è cosi strano.
Vincenzo D'Onofrio

martedì 15 giugno 2010

Buio pesto




La situazione è davvero imbarazzante. Potremmo partire dall'economia, dalla disoccupazione, dalla deriva morale del paese, da Renzo Bossi e il suo stipendio da 10.000 euro con tre maturità mancate in due anni. Decidete voi. In questo periodo la legge Bavaglio è osteggiata, giustamente, da gran parte dell'opinione pubblica (viva Dio) ma troppo spesso i dati sciagurati di questo governo vengono tralasciati. La finanziaria ha inflitto un colpo mortale alla cultura italiana, alla ricerca scientifica e ha penalizzato in maniera iniqua gli statali, forse gli unici in questo paese che pagano le tasse in maniera regolare. I ricchi non vengono toccati, probabilmente perchè il governo ha voluto ingraziarsi nuovamente gli "amici". Qualche imprenditore, banchiere, qualche puttana. Rimangono infatti tranquilli gli evasori di questo paese. Vera zavorra di questa strana repubblica. Segnalo lo sconcertante articolo del corriere sui condoni edilizi a Roma. Un provvedimento del precedente governo Berlusconi, emblematico sulla continua ricerca dell'illegalità dell'esecutivo per favorire questo o quell'amico. I casi Anemone, Protezione civile, non devono sorprendere. "Si mangi il più possibile" questo è il motto di questa classe dirigente. A questo punto però mi chiedo fino a quando, Italia, sopporterai tali nefandezze. Fino a quando permetterai che questo governo ti deturpi il volto con queste sciagurate manovre. Fino a quando permetterai che i tuoi figli vengano lasciati nell'oblio. Fino a quando permetterai che i delinquenti tappino le ali alla crescita della nazione. Perchè il futuro di chi lavora onestamente deve essere così pericolosamente minacciato da chi non ha il benché minimo senso di democraticità e senso civile? Svegliati Italia, la notte incombe.
Vincenzo D'Onofrio

giovedì 13 maggio 2010

Le garanzie difensive non sono uguali per tutti



Nuovo articolo di Vincenzo D'Onofrio


Mi ha fatto molto riflettere l'affermazione dell'ormai ex ministro Scajola sulla procura di Perugia che vorrebbe interrogarlo: "Non ci sono le garanzie difensive". Ma cosa significa? Davvero, non riesco a trovare il senso a questa dichiarazione. Da buon rappresentante della casta, Scajola, si ritiene al di sopra delle normali regole democratiche a cui ogni persona dovrebbe sottostare. Cosa deve dire quindi il povero Stefano Gugliotta, malmenato ingiustamente dalle forze dell'ordine di Roma? Le sue garanzie difensive dove erano? L'onorevole Vito del Pdl per cercare di difendere le forze dell'ordine ha cacciato fuori il passato penale del ragazzo. Tentativo ridicolo visto che se dovessimo considerare il passato, ad esempio, di Scajola ci sarebbe da ridere e in più i dati che ha esposto sono falsi. Denunciato in passato, Gugliotta ha subito un processo per furto (presunto furto di un cellulare di un compagno di classe alle superiori) risultando poi innocente. Sottolineerei che lui almeno si è fatto processare a differenza di qualcuno che l'onorevole Vito conosce bene. Inoltre gli hanno tolto la patente qualche anno fa. Questo costituisce una prova contro di lui? Direi proprio di no. Detto questo, quindi, il sentire le dichiarazioni di Scajola fa venire il voltastomaco. Se leggiamo queste frasi alla luce dei vari provvedimenti che questo governo cerca di compiere o che ha già trasformato in legge, vedi ad esempio il legittimo impedimento e la legge sulle intercettazioni, si capisce come questa classe dirigente voglia ergersi sopra le persone comuni sorvolando le normali regole democratiche e civili. Questo perché sarà così più facile sfruttare la propria posizione di potere per delinquere. I casi di questi giorni ne sono la prova (vedi caso Anemone). Spetta ai cittadini capacitarsi del danno che questa classe dirigente, inoperosa e criminale, fa nei loro confronti per seguire i guadagni più abietti e sleali senza ritegno alcuno per la cosa comune e per il bene della nazione.

Vincenzo D'Onofrio

venerdì 7 maggio 2010

D'Alema l'indifendibile




Articolo di Marco Galice su Massimo D'Alema



"Il Pdl senza L” è la pungente etichetta con cui Beppe Grillo ama definire il Partito Democratico. Il perché di questa definizione che fa sovente irretire molti militanti del Pd credo trovi magistralmente risposta nella furibonda contesa che ha visto protagonista martedì sera a Ballarò Massimo D’Alema con il Vice Direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Persona a mio avviso irritante per la sua perenne ed adulante difesa di Berlusconi ed il suo inconsistente giornalismo, ma che martedì sera ha avuto il merito di far esplodere nel vero senso della parola una di quelle plateali contraddizioni nella sinistra “democratica” italiana che tanti consensi ha fatto e continua a far perdere tra gli elettori. Perché quella di D’Alema è stata davvero una figura meschina. Non solo per la veemente offesa gridata in diretta a Sallusti, un “vada a farsi fottere” degno del più vigoroso e smagliante La Russa, ma perché nel merito della diatriba scatenatasi l’ex Presidente del Consiglio ha preteso di arrogarsi una imbarazzante ragione che ragione non può essere.
Messo spalle al muro da Sallusti circa il suo bell’appartamento ottenuto in locazione ad equo canone da un ente pubblico a metà anni 90’, si è difeso nel tipico stile berlusconiano e pidiellino gridando ai quattro venti che non c’era niente di illegale in quell’affitto ad equo canone con cui si garantiva una comoda e spaziosa casa. Più o meno, guarda caso, la stessa difesa ululata pochi minuti prima dai vari esponenti del centrodestra ospiti in studio per difendere il dimissionario Scajola; e la stessa identica giustificazione urlata dallo stesso Ministro per motivare quella casa con vista Colosseo acquistata sottocosto. ha ripetutamente affermato in questi giorni Scajola. gli ha fatto eco D’Alema a Ballarò.
Non c’è alcun reato, infatti. C’è una questione morale, tuttavia, grande come un macigno, nel momento in cui Scajola, anche appurato che la sua casa non sia stata acquistata in nero, ha visto agevolato l’acquisto della sua abitazione in virtù della sua potente carica politica e dei suoi rapporti con alcuni palazzinari; e c’è una questione morale nel momento in cui D’Alema, con il lauto stipendio da parlamentare, ha utilizzato ad equo canone un appartamento assegnatogli da enti pubblici mentre giovani lavoratori o disoccupati facevano la fame per pagarsi l’affitto o il mutuo della loro molto più modesta casa.
Questo è il punto. La moralità che tanti, troppi politici invocano e pretendono ma che scivola letteralmente sotto le scarpe quando si tratta di doverla sposare in prima persona. E’ morale, vorrei chiedere a D’Alema, con lo stipendio da deputato ed il reddito a cinque zeri che dichiara, aver usufruito di un appartamento dato in locazione da un ente pubblico a un prezzo stracciato mentre allora come oggi milioni di italiani, anche suoi elettori, arrancano per arrivare a fine mese? E’ stato un comportamento esemplare e coerente ai principi per i quali la sinistra, o quello che ne è rimasto, ad ogni elezione chiede consenso e fiducia a chi vive tra indescrivibili difficoltà lavorative, abitative, sanitarie, sociali?
Nel corso della trasmissione il Sindaco di Firenze Renzi è stato sublime quando ha messo a tacere Lupi che si ostinava a strombazzare giustificazioni per Scajola. gli ha seraficamente detto. Parole sante, che andavano però rivolte anche a D’Alema, sedutogli proprio accanto. Perché anche lui <è indifendibile>. Ma a quanto pare nessuno nel Partito Democratico se ne rende conto. Anzi, ancora lo si manda in televisione a rappresentare il popolo del centrosinistra. In che cosa lo rappresenti francamente mi sfugge. Non mi sfuggono invece, e purtroppo, i pezzi che la sinistra italiana continua a perdere grazie a politici come lui.

Marco Galice

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