Io, più o meno, so da dove arriva Monti. Sarà pure un tecnico ma la sua provenienza ideologica è conosciuta. Parliamoci chiaro, all'inizio della sua avventura politica non mi stava affatto simpatico (non che adesso mi faccia impazzire) ma ero consapevole della disperata situazione che era chiamato a risolvere. Situazione che, magicamente, la maggior parte della gente si è dimenticata. Siamo stati vicini se non vicinissimi al disastro (il pericolo non è stato del tutto evitato), abbiamo rischiato di fare come gli argentini, già ci vedevamo a rincorrere i camion di carne. Bene, che è successo ora? Perchè ci si riferisce a Monti come ad un uomo che vuole distruggere la nazione opprimendo di tasse i suoi cittadini? Ci stiamo comportando come se non avessimo mai avuto problemi. Possiamo discutere sul modo (ad esempio già troppe volte l'articolo 18 non è stato definito un tabù, cosa che spaventa visto che non c'entra niente con la crisi) ma viene messa in discussione la legittimità stessa. Vi siete chiesti perchè? Be, io ho notato che chi ha contribuito ai nostri guai con politiche scellerate e a favore di aziende e vicende giudiziarie di un solo individuo, si sia affrettato a mostrarsi sorridente e vicino al cittadino tartassato da questo ingiusto salasso. Ah che bello! Naturalmente, con i media che ci ritroviamo, nessuno ha fatto notare che la situazione drammatica che siamo chiamati a sopportare per numerosi anni è in parte colpa loro. Avrebbero potuto fare manovre di contenimento già dal 2008 ma con che faccia avrebbero potuto esporre il sorriso al botulino dell'ex premier? Come si sarebbero potuti riaffacciare alle elezioni con i loro motti tipo "zero tasse"? Il mistero permane. La politica inesistente degli ultimi anni non ha autori. Il governo Berlusconi ha realizzato meraviglie rendendo l'Italia un paese moderno e competitivo. Lo so, l'ultima frase fa ridere ma voi la sentirete dire e in molti ci crederanno. Per questo motivo dobbiamo sopportare i cartelli dei tassisti che affermano che questo governo è formato da comunisti. Fantastico, davvero fantastico. Poteri mediatici italiani. La storia continua.
lunedì 23 gennaio 2012
Comunisti al potere, lo sapevi?
Io, più o meno, so da dove arriva Monti. Sarà pure un tecnico ma la sua provenienza ideologica è conosciuta. Parliamoci chiaro, all'inizio della sua avventura politica non mi stava affatto simpatico (non che adesso mi faccia impazzire) ma ero consapevole della disperata situazione che era chiamato a risolvere. Situazione che, magicamente, la maggior parte della gente si è dimenticata. Siamo stati vicini se non vicinissimi al disastro (il pericolo non è stato del tutto evitato), abbiamo rischiato di fare come gli argentini, già ci vedevamo a rincorrere i camion di carne. Bene, che è successo ora? Perchè ci si riferisce a Monti come ad un uomo che vuole distruggere la nazione opprimendo di tasse i suoi cittadini? Ci stiamo comportando come se non avessimo mai avuto problemi. Possiamo discutere sul modo (ad esempio già troppe volte l'articolo 18 non è stato definito un tabù, cosa che spaventa visto che non c'entra niente con la crisi) ma viene messa in discussione la legittimità stessa. Vi siete chiesti perchè? Be, io ho notato che chi ha contribuito ai nostri guai con politiche scellerate e a favore di aziende e vicende giudiziarie di un solo individuo, si sia affrettato a mostrarsi sorridente e vicino al cittadino tartassato da questo ingiusto salasso. Ah che bello! Naturalmente, con i media che ci ritroviamo, nessuno ha fatto notare che la situazione drammatica che siamo chiamati a sopportare per numerosi anni è in parte colpa loro. Avrebbero potuto fare manovre di contenimento già dal 2008 ma con che faccia avrebbero potuto esporre il sorriso al botulino dell'ex premier? Come si sarebbero potuti riaffacciare alle elezioni con i loro motti tipo "zero tasse"? Il mistero permane. La politica inesistente degli ultimi anni non ha autori. Il governo Berlusconi ha realizzato meraviglie rendendo l'Italia un paese moderno e competitivo. Lo so, l'ultima frase fa ridere ma voi la sentirete dire e in molti ci crederanno. Per questo motivo dobbiamo sopportare i cartelli dei tassisti che affermano che questo governo è formato da comunisti. Fantastico, davvero fantastico. Poteri mediatici italiani. La storia continua.
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sabato 21 gennaio 2012
venerdì 20 gennaio 2012
Forconi, no!
Il dibattito è acceso: forconi sì o forconi no. Per ora, per me, è forconi no. Anzi, proprio per niente. Non per qualcosa, niente di personale. La rivoluzione è una parola che in tanti vorremmo vedere schiodata dal mondo utopistico in cui si trova adesso. Io, ad esempio, sogno una rivoluzione senza il colore rosso del sangue (ma chi glielo spiega poi al buon Pasquino di "Nell'anno del signore" che ebbe a dire: "Solo sul sangue, solo sul sangue viaggia la barca della rivoluzione") ma che agisca sulle menti e sul carattere della gente. Utopistico, si diceva poc'anzi. Detto questo, le rivoluzioni dei passati mesi nel mondo arabo, le prese di coscienza dei giovani di occupy Wall Street, l'indignazione spagnola, le prese di posizione di Anonymous ci hanno emozionato, coinvolto, fomentato. Allora, perchè il movimento siciliano no? Mah, per il semplice fatto che non mi fido. Non mi fido di chi si fa rappresentare da Forza Nuova o dai delfini di Lombardo, attuale presidente della Regione Sicilia. Non vorrei che, essendo nato nella patria di Tommasi di Lampedusa, questo movimento abbia fatto suo il motto: "e' necessario che tutto cambi affinché tutto rimanga così come è". questi decenni, affidati a politiche scellerate di destra, hanno portato il mondo sul baratro in cui sta cadendo (o è caduto a seconda di quanto siete ottimisti). Io direi che con la destra abbiamo già dato. Ma visto che qui non ne abbiamo mai abbastanza, capillari e attente campagnie mediatiche stanno facendo passare il governo Monti come causa di tutti i problemi. Mi sono quasi commosso vedendo un cartello di un taxista in cui si accussava questo governo di essere "comunista". Comunista? Il governo Monti? volete che qualcuno vi rimembri le provenienze politiche di questi ministri e di Monti stesso? Non sono certo di sinistra. io non ho troppe simpatie per loro ma non si può negare che siano stati chiamati a risolvere una situazione disperata. La gente sembra aver dimenticato che il rischio è il Default. qui nessuno rimpiange Berlusconi. Il buon Silvio ha fatto lo Schettino della situazione. Ha abbandonato la nave dopo un disastro provocato da lui. Aveva da salvaguardare il consenso (grazie a i suoi potenti mezzi potrà rivoltare la frittata) e le azioni delle sue società in borsa. questo, purtroppo, non lo capiscono. chiederei ai diavoletti incazzati se stanno facendo una protesta contro il sistema (e quindi anche contro la Mafia? chissà) o semplicemente ispirati dalle misure di emergenza di Monti? Perchè se fosse per il sistema si poteva protestare anche qualche mese fa, magari anche quando il Pdl ha realizzato il famoso 60-0 di Cuffariana memoria. Oppure si potrebbe incominciare a rifiutare il companatico della Mafia e a rivoltarsi contro i politici collusi che strozzano la povera Sicilia da decenni. sia chiaro, non ce l'ho con la povera gente esasperata ma con chi li guida. Non vorrei vederli dietro qualche scrivania tra qualche anno. Abbiamo già troppe braccia tolte all'agricoltura che siedono in uffici altolocati.

giovedì 19 gennaio 2012
Ritorno?
Forse è il caso di riaprirlo questo blog. E' rimasto in silenzio per troppo tempo. Certo, deve cambiare. E' ipocrita dire che è aperta essendoci solo uno che lo gestisce. Potrei ucciderlo definitivamente ma sarebbe un peccato. Qualcosa da dire sulla politica o sull'attualità c'è sempre. Basta ricordarsi di metterlo qui. Ci provo. Non mi costa nulla.

martedì 5 luglio 2011
Sinistra moderna
E' appena finita una fase positiva per i movimenti di sinistra. dopo le vittorie nelle amministrative e ai referendum questo è un periodo dove si dovrebbe premere sull'acceleratore e, tramite un'opposizione efficace e autorevole, dimostrare di essere una alternativa credibile al berlusconismo. Dovrebbe, appunto. Il taffazzismo insito nella sinistra non può cancellarsi con un paio di vittorie, per quanto nette siano. Di Pietro, non curandosi del partito colabrodo che ha alle spalle e che potrebbe non reggere il peso delle sue mosse politiche facendolo cadere, prova a spiazzare tutti dimostrando di essere uno statista e non un "contro-berlusconi". A mio parere non ci sta riuscendo. Non è ammorbidendo le proprie posizioni per far gola sui centristi che dimostri di valere qualcosa. I voti che prendi da una parte li perdi poi da quelli che ti hanno sempre votato per un motivo. Inoltre l'attacco ad un alleato come Vendola è stato davvero fastidioso. Vendola, invece, sembra quello che pratica politiche "mancine". Ha esperienze di governo ancorché regionale, una dialettica che colpisce e la voglia di fare del nuovo (nonostante lui non sia un novizio, sia chiaro). Un aspetto negativo potrebbe essere il cadere spesso in frasi che ricordano il suo passato comunista. sì ad una sinistra nuova aperta alle lotte civili, al buon governo per tutti i cittadini e all'uguaglianza ma delle posizioni intransigenti e spesso inutili e autoreferenziali alla Ferrero non sappiamo che farcene. Il Pd, nota dolente. Non abbiamo niente da ridire sulle strategie politiche: non ce ne sono. dovremmo valutare ogni singolo componente quindi provocandoci numerosi e continui pianti. Valutiamo solo il più tragico. D'Alema: il baffetto sta premendo all'impazzata per l'alleanza con il centro. La gente premia un'allenaza di sinistra facendo vedere che ce la si può fare e lui, coerente con la sua storia, contraddice la nazione (o entrando a far parte di quella parte sbagliata) e si getta a capofitto in una situazione perdente. Abbiamo già avuto cocenti dimostrazioni nel passato: gente come Casini non può stare con gente come Vendola. Secondo me neanche nello stesso bar per un caffè. Forse è volere di Massimo non far governare mai la sinistra. tutto filerebbe a quel punto. La sinistra, con questa divisione, vincerebbe attualmente. Non bastano, però, i freddi numeri. Servono gli attributi, le idee, la politica. I tempi e la situazione della nazione richiedono la nascita di una nuova sinistra moderna. Una sinistra che rifiuti i privilegi del passato, magari dando vita al turn-over auspicato da movimenti extraparlamentari autoimponendosi il limite delle due legislature. Una sinistra attenta e intransigente sui diritti civili di qualsiasi sorta, promotrice di politiche sociali e antilobbistiche. Lontana dai retaggi comunisti del passato ma ugualmente forte nella difesa dell'uguaglianza e del riformismo. Aperta al socialismo (in senso lata e non stretto, si intende) nella maniera più forte e autorevole possibile. In Italia, ogni esperienza politica, di destra e di sinistra, è stata fallimentare. la gente ormai non ne può più complice la deriva sociale, morale e politica del berlusconismo. Se la sinistra cambia, vince. A mani basse. Ma è ancora valido il vaticinio di Morettiana memoria: "con questi leader non vinceremo mai". si cambi quindi e si vinca.
Vincenzo D'Onofrio
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