venerdì 23 gennaio 2009

Rom: che cosa è cambiato in Italia?





Articolo di carattere storico per Marco Galice quest'oggi. Ci propone una lettera di Mussolini che fa capire come molte cose non cambino mai



Si dice spesso che poche parole, o semplici esempi, bastino più di qualunque sermone. In questo caso mi sembra che il detto sia assai indovinato, soprattutto per la delicatezza di un problema, come quello dei Rom, che sta fomentando costantemente il dibattito politico e culturale nel nostro Paese. Guai a parlare di razzismo quando si afferma che i Rom costituiscono un problema e che le soluzioni delle istituzioni sono volte semplicemente ad un miglioramento della sicurezza e dell’ordine pubblico. Viene tuttavia da domandarsi se a proposito di Rom, da 70 anni a questa parte, sia davvero cambiato qualcosa nel nostro Paese. La risposta può essere semplicemente affidata a questa circolare ministeriale che potrebbe senza problemi essere datata 2009. La firma in calce a tale circolare risolve il dubbio ed evita a mio avviso qualunque altro tipo di considerazione.

“Con richiamo circolare telegrafica dell’11 giugno ultimo, concernente zingari e carri zingareschi comunicasi che da segnalazioni pervenute risulta che gli zingari, pur agendo specialmente nei territori di confine delle province sono sparsi anche in altre province del Regno. Sia perché essi commettono talvolta delitti gravi per natura intrinseca e modalità organizzative ed esecuzione, sia per la possibilità che tra medesimi vi siano elementi capaci di esplicare tale attività antinazionale; è indispensabile che tutti gli zingari siano controllati dato che in istato di libertà essi riescono facilmente a sfuggire a ricerche o a prove, appunto per la loro vita girovaga. Ferme restando le disposizioni impartite in precedenza circa il respingimento o l’espulsione di zingari stranieri disponesi che quelli di nazionalità italiana certa o presunta ancora in circolazione vengano rastrellati nel più breve tempo possibile e concentrati sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatta in ciascuna provincia che sia lontana da fabbriche o depositi di esplosivi o comunque da opere di interesse militare e dove non esistano concentramenti di truppa, salvo proporre per elementi più pericolosi e sospetti destinazione in un’isola o in comuni di altre province lontane da zone di frontiera o di interesse militare. Agli zingari capi famiglia potrà essere corrisposto un sussidio stabilito per confinati comuni più una lira per ciascun componente della famiglia se non potranno sostenersi con proventi di lavoro come praticatosi per quelli già assegnati al confino e seguiti da famigliari. Attendesi urgente assicurazione per lettera”.

Benito Mussolini – Ministro dell’Interno ad interim, 11 settembre 1940

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